Trote morte nel fiume Sele. Intervista a Piernazario Antelmi, del WWf Campania



































Ritorna a fare notizia la vicenda del presunto inquinamento del fiume Sele. Nel mese di ottobre, infatti, le guardie ambientali del WWF avvistarono nelle acque del fiume, che si presentavano di colore insolito, una sorta di biancastro ed un centinaio di trote morte. Da qui partirono i controlli di Arpac e Asl che rivelarono la presenza di materiali litoidi nel fiume. Qualche fa, però, il ripetesi della triste vicenda che ha suscitato indignazione da parte dell’Ente Riserve Naturali, associazioni, Istituzioni e Animalisti. Ne abbiamo parlato con Piernazario Antelmi, del WWF Campania.

D. – A cosa attribuire questa ennesima moria di pesci dopo analoghi fatti registrati ad ottobre nel fiume Sele?

R. – “La situazione è preoccupante. L’accaduto, che inizialmente si pensava fosse accidentale verificatosi ad ottobre, ripetutosi, però, anche pochi giorni fa per la seconda volta, ci fa supporre che sia un evento sicuramente ben organizzato e che dietro ci sia la volontà precisa di riversare nelle acque del fiume Sele quello che a tutti gli effetti sembra essere un rifiuto di lavorazione. Secondo i controlli che furono effettuati ad ottobre, la causa scatenante la morte delle trote,  sarebbe stata la presenza di materiali litoidi o calcarei nelle branchie”







D. – Si può attribuire quindi, la colpa della vicenda a qualcuno? 

R. – “Generalmente la colpa di questi episodi si può attribuire al mancato rispetto dell’ambiente e delle leggi. Nel caso specifico, però, il responsabile sarà sicuramente (nella speranza che venga presto individuato) il titolare di qualche attività di produzione che, invece di smaltire i rifiuti della sua lavorazione secondo le norme, li smaltisce illecitamente e ad un costo molto più basso per lui ma molto alto per la comunità del Sele e per tutto l’ecosistema fluviale”

D. – Ci sono pericoli per la salute dei cittadini? 

R. – “Prima di valutare eventuali danni alla salute, bisogna attendere i risultati delle analisi per capire quali sostanze siano state immesse nell’alveo del fiume. Poi, se si riflette sul fatto che il Sele è il secondo fiume più importante del Mezzogiorno d’Italia e che, a poca distanza dalla sorgente, lo stesso risulta già inquinato da immissioni esterne di sostanze pericolose e capaci di alterare il suo equilibrio vitale, si può immaginare come arriverà a valle. Bisogna tenere presente, inoltre, che lungo il percorso del fiume sono presenti diversi scarichi non a norma”

D. – Quali le azioni che metterete in campo come WWF?

R. – “Maggiore attenzione al territorio interessato. Successivamente, se si dovesse scoprire la causa e quindi l’autore di questi veri e propri delitti contro l’ambiente, il Wwf sarà pronto a costituirsi parte civile in un eventuale giudizio”.

– Mariateresa Conte –


 

































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