Tribunale Sala Consilina: Il sen.Buemi:”L’archivio di Sala accessibile a chiunque in uno scantinato a Lagonegro”



















“La chiusura del tribunale di Sala Consilina è stato un atto di potere fatto per compiacere qualcuno senza pensare al danno che si sarebbe arrecato ad un territorio vastissimo e come se non bastasse i fascicoli giudiziari dell’ex tribunale di Sala Consilina sono stati posizionati a Lagonegro in uno scantinato sotterraneo di un parcheggio pubblico facilmente accessibile. L’ho constatato direttamente. Ho fotografato quello che ho visto essendomi recato personalmente a Lagonegro. Ho raggiunto lo scantinato liberamente entrando dal piano superiore del parcheggio. Come me lo può fare chiunque. E’ inaudito e della questione ne porterò a conoscenza il Ministro della Giustizia”.

Lo ha dichiarato il senatore del Partito Socilaista, Enrico Buemi, componente della Commissione Giustizia del Senato, nella  conferenza stampa, svoltasi ieri pomeriggio presso l’aula consiliare di Sala Consilina,  nel corso della quale si è discusso della soppressione del tribunale di Sala Consilina accorpato dallo scorso mese di settembre a quello di Lagonegro.

“La soppressione del presidio di giustizia salese – ha continuato Buemi – rappresenta un’ingiustizia da rimuovere. Insieme ad altri parlamentari, di diverse formazioni politiche, abbiamo presentato una mozione al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, al fine di far ripristinare il tribunale di Sala Consilina che rappresenta l’unico presidio di giustizia in Italia ad essere stato trasferito al di fuori del proprio territorio regionale, ovvero dalla Campania alla Basilicata”.






All’incontro stampa ha preso parte anche il consigliere regionale, Gennaro Mucciolo. “La soppressione del tribunale di Sala – ha affermato Mucciolo – rappresenta un’incongruenza assurda. In merito ho presentato un’interrogazione al governatore Caldoro per conoscere, tra l’altro, quali azioni di carattere politico egli voglia intraprendere per sensibilizzare il nuovo Governo su tale vicenda”.

– Erminio Cioffi –


























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