Tragedia all’ospedale “Ruggi” di Salerno. Donna perde la vita precipitando nella tromba delle scale























Un drammatico episodio è accaduto questa mattina all’ospedale “Ruggi” di Salerno dove una donna di 45 anni ha perso la vita dopo essere precipitata, per cause in corso di accertamento, nella tromba delle scale della struttura.

La sventurata donna, che era ricoverata in osservazione nel nosocomio salernitano, sarebbe uscita dal reparto salendo per la rampa dei corpi C-D del presidio ospedaliero, all’altezza del reparto di Rianimazione. In quel punto è precipitata nel vuoto ed è morta sul colpo.

Su quanto accaduto indagano i Carabinieri per tentare di ricostruire quello che, a prima vista, potrebbe essere un gesto estremo.







L’ennesima tragedia al Ruggi di Salerno non deve essere strumentalizzata. Ma è necessario denunciare un problema di sicurezza all’interno del principale presidio ospedaliero dell’azienda“. Così Mario Polichetti, sindacalista della Fials provinciale, commenta l’ennesimo caso di cronaca avvenuto all’interno dell’ospedale di via San Leonardo. “Qualcuno continuerà a fare la morale dicendo che il Ruggi non è un carcere. Sicuramente non lo è, ma non può diventare un posto dove poter morire – ha spiegato Polichetti – Ecco perché dalla direzione generale auspico di capire quali interventi possono essere fatti, o sono stati già completati, per apportare migliorie sull’aspetto della sicurezza nel plesso di Salerno. Al manager Giuseppe Longo chiedo umanità per i pazienti e per i lavoratori. Ecco perché domani, in occasione della riunione con i sindacati prevista delle 12, mi auguro che il direttore generale possa discutere con le parti sociali anche di questo aspetto che deve essere la priorità per tutti i coloro che offrono assistenza sanitaria in questo ospedale. Non si può morire così. Serve fare lavoro di gruppo, potenziare ogni tipo di rete se necessario. Ma queste tragedie dobbiamo evitarle“.

Soltanto nella mattinata di ieri un 47enne di Buccino ha perso la vita cadendo da una finestra del terzo piano all’ospedale “Luigi Curto” di Polla.

– Chiara Di Miele –



























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