“Squallida contestazione di Femen a Berlusconi”. Lettera aperta del poeta di Padula Mario Senatore





























Il poeta di Padula Mario Senatore interviene con una lettera aperta indirizzata alla redazione di Ondanews in merito all’episodio verificatosi nella giornata di ieri a Milano quando Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia, è stato contestato da un’attivista Femen mentre si trovava all’interno del seggio elettorale. “Berlusconi, sei scaduto” è la scritta comparsa sul seno nudo della donna che si era nascosta tra cameraman e fotografi nel seggio. Berlusconi era vicino al tavolo del seggio per firmare sul registro e l’attivista è salita sul banco, urlando contro il Cavaliere e costringendolo ad andare via dal seggio.

Lettera aperta alla redazione di Mario Senatore

A cosa sto pensando? Penso a quale fine sta facendo questo nostro (?) meraviglioso Paese (ricco di gloria nella storia).






Ho appena visto la schifosa, vergognosa, squallida sceneggiata di un’animale femmina nel seggio dove ha votato un cittadino italiano (indipendentemente da ogni nome e cognome) -TITOLARE DI TALE LEGITTIMO DIRITTO-DOVERE. Possibile che tutto (anche comportamenti spregiudicati, irriguardosi dell’etica, della morale e del luogo con, sullo sfondo, un Crocefisso fissato alla parete per suggellare vanamente la nobiltà del posto), viene consentito od anche solo tollerato? Possibile che comportamenti facinorosi che fanno pensare a puttane uscite da sordidi bordelli, al fine di far lucrare miserevolmente compensi straordinari possono essere assunti tanto facilmente in un posto che avrebbe dovuto garantire ordine e sicurezza alle persone (a tutte le persone) ed alle operazioni in corso? Possibile che sia stato dato il tempo all’invasata (tale mi è apparsa) di entrare nel locale (che tutto mi è sembrato fuorché un seggio elettorale) di denudare una parte intima del proprio corpo, di salire su un banco degli scrutatori, mostrare scritte offensive e tendenti a reazioni turbolente (dati il posto e la circostanza)?

Possibile che nessuno dei presenti (in primis agenti in servizio e non) non le abbia afferrato, immediatamente, le caviglie facendole perdere l’equilibrio e lasciandola cadere miseramente (e comicamente) tra le braccia degli astanti che la circondavano passivamente?

Sorge spontanea una riflessione: se, anziché alzare le braccia, avesse tirato fuori un’arma o qualsiasi altro oggetto di natura lesiva, cosa poteva succedere nella sezione e nel Paese?

Le femministe (quelle vere, costitituite da donne intelligenti, preparate nelle professioni (con la “P” maiuscola) rispettabili, rispettose della convivenza civile, sono state secondo me le prime ad essere offese e lese nella dignità di persone e sicuramente assumeranno una posizione chiara e netta. Le cosiddette “femministe” esibizioniste (con vuoti abissali nel loro “io”, da colmare) sono putrida nebbia che intorbida e inquina.

Personalmente ho gran rispetto (sincero e dovuto) per le Donne-Donne, che custodiscono e testimoniano ogni giorno il loro valore, che lottano in maniera forte e tenace, ma sempre corretta, per l’affermazione dei loro sacrosanti diritti e spero che sia fatta chiarezza in merito a simili comportamenti degenerativi e pericolosi.

Mi auguro con tutto il cuore che i nuovi eletti, tutti, trovino il modo di liberarsi di incrostazioni dannose che stanno avvelenando il Paese e possano finalmente colmare i vuoti creatisi e tendere, per il bene di tutti e di ciascuno, alla crescita globale della Nazione.

A noi italiani non manca l’intelligenza. Usiamola in maniera intelligente! Ne guadagneremo tutti.

– Mario Senatore –

























2 Commenti

  1. Silvie says:

    Con tutto il rispetto per il poeta autore della missiva, trovo il testo offensivo, populista, e carico di inesattezze e oltremodo allarmistiche le sue parole che vanno a rendere un gesto plateale e privo di fondamenta terroristiche o pericolose per il pubblico. Non si tratta che di un atto pacifico compiuto da un movimento estero noto a simili proteste. Scandalizzarsi e agitarsi tanto lo trovo veramente esagerato. Mi aspettavo poi una sorta di “edit” o di una sola parola per sminimizzare il tutto e mettere in luce che molto probabilmente tale lettera alla redazione sia stata scritta di getto e di impulso nei primi 5 minuti di conosxienza del fatto. Licenza poetica ha dei limiti. E la redazione dovrebbe anche apporre delle sorti di censure a un testo cosi offensivo e violento. Seguo e seguirò tale magazine di informazione locale, ma invito tutti a moderare linguaggi e reazioni. Grazie. Buon lavoro.

    • Antonio says:

      Il pantofolaio verboso e unto dal signore, rieccolo a scandalizzarsi per una protesta innocua e per un seno in esposizione, marchiato dalla diffamante azione della nudità. Non credo che questo figuro appartenga alla schiera dei natali consilinati e neppure che sia ammantato di tanta luce, tanto da dover essere letto per soppesarne il repentino solito vomito verbale. Pensa a un modello di donna in trincea che lotta, incline alla procreazione e a qualsiasi azione che appaghi il suo io maschile in poltrona e sul cranio, i manifesti delle sue eccellenze declamatorie o le sublimate sciorinate del suo essere creativo. Un mondo desueto e lontano dalla realtà dell’oggi inappropriato, in cui parole del genere sortirebbero solo un prolungato impeto di disconnessa ilarità. un defungere innocuo.

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