Sassano: apre al pubblico “Parole in trincea”, la mostra con le lettere dal fronte del soldato Penna





































 

In occasione della chiusura del Centenario della Prima Guerra Mondiale è stata aperta al pubblico ieri pomeriggio, all’interno di Palazzo Piccinni nel centro storico di Sassano, la mostra dal titolo “Parole in trincea – La memoria della Grande Guerra nella testimonianza scritta del soldato Penna“.

Si tratta di un epistolario quasi completo contenente le lettere inviate al fronte e rispedite a casa dal soldato di Sassano Vincenzo Penna grazie alle quali è stato possibile ricostruire la sua storia personale ma anche quella nazionale del particolare periodo storico. Il soldato Penna era nato nel 1886 e sognava di entrare a far parte della Banda Musicale dell’Esercito. Nel corso del primo conflitto mondiale rimase ferito, con molta probabilità nel corso della battaglia dell’Isonzo, e morì il 19 agosto del 1917. Le nipoti, Giacomina e Tiziana Penna, hanno raccolto tutte le lettere che lo zio inviava ai genitori e quelle che riceveva dai suoi cari al fronte. 407 documenti tra cartoline in franchigia, fotografie, lettere e buste da lettera dal 1904 al 1917 che sono state inventariate, scannerizzate e digitalizzate. 




All’incontro che ha introdotto la mostra erano presenti il sindaco di Sassano Tommaso Pellegrino, lo storico e archivista Giuseppe Aromando, che si è occupato dei documenti forniti dalla famiglia Penna, e il Colonnello Giuseppe Totaro.

E’ un importante momento di riflessione – ha dichiarato il primo cittadino – che parte dalla storia di un figlio della nostra terra che ha pagato un prezzo altissimo. E’ toccante leggere le lettere di un giovane che aveva un’idea di futuro, di società e di una patria che però non dovrebbe mai mandare i suoi figli a distruggere chi ha gli stessi ideali“.

Il “fondo Penna” è singolare e, come lo ha definito Aromando, “un unicum per il nostro territorio. Non ci era mai successo di scoprirne altri simili. Sono lettere ai genitori, agli amici, alle innamorate. Cita episodi interessanti anche per il contesto locale, dato che scrive nomi e cognomi di persone dell’epoca, e momenti traumatici per un ragazzo di soli 21 anni“.

La mostra resterà aperta fino a settembre tutti i giorni presso il Palazzo Picinni a pochi metri da Piazza Umberto I.

– Chiara Di Miele –

  





























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