Sapri:studente si ferì cadendo. Preside condannata dal giudice scrive al Ministro dell’Istruzione "E' stata cercata la verità o un capro espiatorio? Credo di essere vittima di un errore giudiziario"















Franca Principe

E’ di pochi giorni fa la notizia della condanna in primo grado ad un mese di reclusione (con sospensione condizionale della pena) emessa dal Tribunale di Lagonegro a carico di Franca Principe, Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore “Carlo Pisacane” di Sapri, e dell’ingegnere Nicola Iannuzzi, responsabile della sicurezza della scuola all’epoca a cui si riferiscono i fatti oggetto del giudizio. Nel luglio del 2011, infatti, uno studente del liceo, originario di Torre Orsaia e appena diplomatosi, mentre erano in corso gli esami di maturità cadde nel cortile interno dell’edificio scolastico in seguito al cedimento di un lastrico che avrebbe dovuto essere inaccessibile. Il ragazzo ferito fu soccorso e ricoverato all’ospedale di Sapri. Il risarcimento danni dovrà essere quantificato in sede civile, mentre il Dirigente Principe e l’allora responsabile della sicurezza dovranno immediatamente versare alla famiglia del ragazzo 15mila euro come anticipo del risarcimento dei danni subiti dal giovane.

Di seguito la lettera attraverso cui il Dirigente Scolastico Franca Principe lancia un accorato appello al Ministro della Pubblica Istruzione in cui si ritiene “vittima di un errore giudiziario“.





“Egr. Sig. Ministro della Pubblica Istruzione,

mio nonno, contadino, insignito al valore nelle due guerre e mio padre, operaio, combattente nella seconda Guerra e poi sostenitore della Democrazia del popolo, mi hanno insegnato a guardare negli occhi il mio interlocutore; da loro ho appreso un infinito amore per la vita, il lavoro, il rispetto della legge, la gioia dell’apprendimento. Su questi valori ho fondato la mia scelta professionale: tra mille difficoltà economiche e da studente lavoratore ho portato a compimento i miei studi universitari, per diciotto anni sono stato un docente, da nove sono un dirigente della Scuola pubblica italiana. Qualche giorno fa, in un Tribunale della Repubblica, ho cercato invano di incontrare lo sguardo di un giudice che pronunciava nei miei riguardi una sentenza di condanna, per un “delitto” riguardante la tutela della sicurezza e salute dei lavoratori e degli studenti di un Istituto scolastico. La scuola per la quale da nove anni lavoro, mi è stata affidata in difficili condizioni logistiche; nel corso degli anni ne ho migliorato la struttura, la forma organizzativa, la qualità del servizio, guidando la comunità alla realizzazione della missione costituzionale, interpretando i bisogni di un territorio povero, sostenendo il cambiamento richiesto dalle riforme del sistema di istruzione succedutesi nel tempo. Ho lavorato, non senza avvertire la fatica di 10, 12 ore di lavoro al giorno, senza tregua. Non per denaro, solo per amore della cultura e della ricerca.

Mentre la sentenza veniva pronunciata, un caleidoscopio di immagini mi ha travolto: un lastrico solare inaccessibile e non destinato ad attività se non quelle di manutenzione, una bidella che sciaguratamente dopo aver aperto la porta che accede al solaio omette i suoi doveri di vigilanza, un vivace e brillante studente da qualche giorno diplomato che accompagna un altro studente a sostenere l’esame di maturità, studenti festosi ed euforici che inopinatamente accedono al lastrico, il grave incidente, peraltro in mia assenza, impegnata quale presidente di Commissione in Esame di Stato, in altra sede e sostituita dal vicario. Lo studente infortunato si è presto ripreso, studia all’Università e conduce la sua giovanile esistenza come tutti i giovani universitari di buona famiglia di ogni tempo. La bidella è stata dichiarata inidonea al servizio e posta in pensione, non è stata indagata. L’ente proprietario, tenuto alla manutenzione è stato assolto. Un mese di carcere ed un risarcimento di 15.000 euro a titolo di provvisionale provvisoriamente esecutiva è la pena per il dirigente.

In sei lunghi anni è stata ricercata la verità o un capro espiatorio? Credo fermamente di essere stata vittima di un errore giudiziario e ricorrerò in tutti i gradi di giudizio, affinché sia dimostrata la mia assoluta non responsabilità rispetto ai capi di imputazione. Ma quella sentenza (interpretata forse superficialmente da alcuni mass media che hanno diffuso la notizia nella mia comunità professionale, ampia e nazionale, scrivendo che “giustizia è stata fatta”) ha profondamente ferito un rappresentante dei lavoratori. È stata ferita una persona che porta da sola il peso di una responsabilità collettiva di circa 900 studenti, delle loro famiglie, di più di 100 dipendenti, ogni giorno, con regolarità e senza luci di ribalta, nell’ordinario esercizio dei doveri di ufficio.

La mia amara esperienza, onorevole Ministro, è un exemplum e Le rivolgo questo appello affinché non resti un’esperienza di frustrante solitudine, presto dimenticata dalla cronaca, bensì una occasione germinativa, di condivisione di impegno civico, per la risoluzione di un problema che non riguarda, come già detto, un singolo dirigente, ma tutti gli 8.000 dirigenti scolastici italiani i quali hanno, frattanto, espresso sui social solidarietà ed indignazione per le ormai insostenibili responsabilità connesse al ruolo. Nella scuola, tutti, studenti, docenti, personale e anche il dirigente, devono sentirsi al sicuro. La responsabilità oggettiva connessa al ruolo non può tout court essere trasformata in colpa, dolo, mancanza personale. Il Dlgs 81/08 deve essere assolutamente modificato, non è ammissibile che i dirigenti scolastici siedano su una polveriera ardente e paghino per responsabilità di inadempienze di altri enti e/o altri soggetti professionali.

Il mio appello a Lei, on. Ministro, è a sostenere in trincea gli 8000 dirigenti che, come me, combattono silenziosamente per continuare ad insegnare ai Nostri giovani a guardare negli occhi l’interlocutore, a testa alta verso il loro futuro, nel rispetto delle leggi e dei doveri morali, come mi è stato insegnato dai Padri del nostro Paese”.

Intanto è scattata la solidarietà di gran parte dei dirigenti scolastici della Campania nei confronti della Preside Principe e non si escludono, nelle prossime ore, imponenti manifestazioni di protesta che coinvolgano l’intera categoria.

– Chiara Di Miele – 

 

 

















6 Commenti

  1. Il fatto che la Dirigente Scolastica fosse assente è assolutamente irrilevante. Il DS è il rappresentante legale dell’Istituzione Scolastica ed è sempre responsabile. La Dirigente avrebbe dovuto dare delle disposizioni precise e dettagliate, adatte ad evitare l’accaduto. I DS sono lautamente retribuiti per la loro funzione.

  2. ornella Agostino says:

    Conosco la Dirigente Scolastica Dott.ssa Franca Principe da sempre, eravamo compagne di scuola ed era inarrivabile in ogni disciplina scolastica, addirittura brava in musica che era la materia dove ero privilegiata io.Tutta la mia solidarietà’ e il mio affetto sincero a Franca,nel ricordo dei tempi scolastici condivisi.Conosco bene i sacrifici di cui parla nella lettera, poichè sono gli stessi che io ho affrontato per poter studiare. Sono docente di musica dall’età di 24 anni (titolare per concorso pubblico) e so come si lavora nella scuola e i rischi che gli edifici comportano, non solo per noi docenti e tutto il personale ma per gli alunni che tuttavia non sempre osservano le regole imposte dall’istituto.

    Con affetto Ornella Agostino

  3. Franco Iorio says:

    Alla Dirigente scolastica, Prof. Franca Principe va tutta la solidarietà umana e l’invito a impugnare la sentenza. La magistratura, a volte, applica la legge senza “guardare negli occhi”. Occorre rifarsi alla giurisprudenza della Cassazione in materia: vedi sentenza n. 7387 del 2001 (la presunzione di cui all’art. 2048 c.c. non è applicabile nel caso l’allievo sia persone maggiore di
    età); n. 3074 del 30.3.1999 (la responsabilità della scuola cessa al subentro, almeno potenziale, dei genitori o di persone da questi incaricate). Non è pensabile che al Dirigente scolastico assente dal servizio si possano addossare le responsabilità di cui all’art. 25 del D. Lgs. N. 165/2001, circa la l’obbligo di garantire la sicurezza della scuola. Suggerirei, ove non l’avesse fatto, di interessare l’Avvocatura dello Stato per una possibile migliore difesa. Non so, poi, se ha provveduto a chiedere una dettagliata relazione sui fatti al personale presente al momento dell’infortunio. Al Dirigente conviene richiedere la relazione sin subito dopo l’evento, onde evitare la difficoltà di ricostruire l’episodio. La relazione dovrà essere dettagliata e indicare circostanze e dinamica dell’infortunio, presenza di testimoni, soccorso prestato al momento dell’incidente. E’ anche importante per la scuola stipuli assicurazione a copertura sia degli infortuni che della responsabilità civile.

  4. Pietro Masciullo says:

    Non sono un dirigente scolastico ma ho avuto incarichi di grossa responsabilità in contesti (istituti penitenziari) dove sei lasciato solo dalle Istituzioni e termini sempre la giornata con un ringraziamento a Dio per averla chiusa senza danni. Pochi hanno capito che questo Paese, il nostro Paese, ancora regge solo per l’abnegazione, il senso di appartenenza, la predisposizione verso il prossimo di persone come il Dirigente scolastico Principe. A loro deve andare la riconoscenza dello Stato che invece li condanna per colpe altrui; a loro va il mio sentimento di vicinanza, gratitudine e solidarietà.

  5. Trattasi indubbiamente di un gravissimo errore giudiziario: La Dirigente Scolastica era al momento dell’accaduto, assente punto primo; punto decondo:Se l’energia di alcuni alunni, troppo esuberanti per natura, viene incanalata spesso in maniera errata e a volte qualcuno di essi subisce un danno, ritengo sia legittimo e doveroso attribuirne la responsabilità ai rispettivi genitori essendo auesti tenuti a vigilare sui propri figli essendone il primo modello comportamentale (Piaget ). Punto terzo: Ciascun DS, docente o ATA, non può essere imputabile ne’ condannabile per ciascuna azione, atto, gesto compiuto da circa 500 persone ( se non più,) all’interno di 1 ist. Comprensivo, essendo questi( in maggior numero) dediti alla sopraffazione, alla prepotenza, alla violenza, modelli di vita” ormai, purtroppo, come insegnano i Mass -Media

  6. Cinzia Lucia Guida says:

    Verissimo condivido le preoccupazioni e le paure della collega Franca.

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