Sant’Arsenio: L’associazione “Fiore di Mandorlo” esclusa dalle attività di volontariato nell’hospice. La presidente scrive a Squillante



















“La nostra associazione, nonostante le numerose richieste fatte ufficialmente, non viene autorizzata a prestare la propria opera di volontariato all’interno dell’hospice di Sant’Arsenio”. La denuncia arriva da Nicolina Pirozzi, presidente dell’associazione onlus “Fiore di Mandorlo Caterina Russo” di Sala Consilina.

La signora Pirozzi, nei giorni scorsi, ha inviato una lettera al direttore generale dell’ASL Antonio Squillante e per conoscenza al direttore del distretto sanitario di Sala Consilina Antonio Lucchetti, al presidente della conferenza dei sindaci dell’ASL Sergio Annunziata, al presidente della conferenza dei sindaci del distretto sanitario Tommaso Pellegrino e al consigliere regionale Donato Pica.

“La nostra associazione – si legge nella lettera – è nata nel 2011 e ha come unico scopo, senza alcun fine di lucro, quello di dare un sostegno materiale e spirituale ai malati oncologici terminali. Da allora, la nostra presenza è assidua presso l’hospice di Monte S. Angelo a Foggia e presso il reparto oncologico di S. Giovanni Rotondo, all’ospedale Casa sollievo della sofferenza”. La presidente dell’associazione “Fiore di Mandorlo” lamenta il mancato accoglimento da parte dei vertici dell’ASL delle numerose richieste fatte per poter svolgere il servizio di volontariato nell’hospice di Sant’Arsenio. “Nonostante le reiterate richieste di accedere presso l’Hospice di S. Arsenio, nonostante i numerosi incontri con il personale dirigente deputato alla gestione della struttura, nonostante il deposito di tutta la documentazione afferente l’associazione – scrive Nicolina Pirozzi – onde  verificare la reale esistenza della stessa e delle attività promosse sul territorio, a tutt’oggi non ha avuto alcun riscontro, anzi si apprende attraverso  le testate giornalistiche che altre associazioni di volontariato hanno avuto l’ingresso presso la struttura ospedaliera. Sono state anche consegnate ben due bozze di protocollo di intesa da sottoscrivere con l’Azienda Sanitaria, senza avere alcuna risposta”.






Con questa lettera, l’associazione “Fiore di Mandorlo” si auspica l’intervento da parte di qualcuno dei destinatari “affnchè – si legge nella parte conclusiva – si possa stipulare un accordo che veda come scopo unico il rispetto e la dignità del malato”.

– Erminio Cioffi –
























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