Pizza e polpette a Cracco e Cannavacciuolo. I ragazzi di Casa Surace conquistano gli chef stellati





























 

Non si fermano davanti a nulla i simpaticissimi ragazzi di Casa Surace, la casa di produzione a metà strada tra Sala Consilina e Napoli, che in questi ultimi giorni hanno omaggiato di due gustose specialità gastronomiche meridionali gli chef stellati più noti e amati in Italia.

Andrea Di Maria, Daniele Pugliese, Beppe Polito e Riccardo Betteghella, ospiti di “Festa a Vico“, kermesse culinaria organizzata dallo chef stellato Gennaro Esposito a Vico Equense e che ospita oltre 180 cuochi rinomati, hanno donato le polpette al sugo ad Antonino Cannavacciuolo e la pizza allo chef Carlo Cracco. Insieme agli “amici coinquilini” più seguiti del web anche la mitica Nonna Rosetta, artefice delle prelibatezze gastronomiche spesso protagoniste dei video firmati “Casa Surace”.





Non importa se sei uno chef stellato come Cannavacciuolo o Esposito, siamo tutti nipoti davanti alle polpette di nonna Rosetta” e ancora “Abbiamo convinto Cracco a mettere la pizza di Nonna Rosetta nel menú del suo ristorante. Voleva venderla a 50 euro ma per noi esiste un solo prezzo: Pizzanonnauneuro” (in questi mesi la rivisitazione “gourmet” della pizza margherita proposta proprio da Cracco ha indignato il mondo dei social e, soprattutto, i napoletani). Così i ragazzi di Casa Surace hanno ironizzato sul simpatico incontro avuto con i protagonisti di MasterChef. E proprio rifacendosi all’ormai consolidata gara televisiva tra aspiranti cuochi hanno coniato per la simpatica e frizzante Nonna Rosetta l’hashtag #mastrachef.

A rendere ancor più piacevole”Festa a Vico”, giunta alla XVI edizione e tra gli eventi più ricercati della Costiera sorrentina, sono state proprio le simpatiche incursioni, fatte di video e gag, dei componenti di Casa Surace lungo le strade del paese. Continuano, dunque, senza sosta le prestigiose collaborazioni dei giovani talenti, in gran parte valdianesi, con importanti personaggi del mondo televisivo, cinematografico e, adesso, anche culinario.

– Chiara Di Miele –

























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