Padula: Delibera di giunta per la liberazione dei Marò trattenuti in India



























L’amministrazione comunale di Padula ha approvato una delibera con la quale chiede la liberazione dei due Marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, detenuti in India. Nell’atto la giunta si rivolge al Governo italiano, ai Ministeri degli Esteri dei paesi partner dell’Ue, alla Commissione europea, al Parlamento europeo, al Dipartimento di Stato degli USA ed alla Nazioni Unite, affinché si dia vita ad un’azione congiunta nei confronti dell’India, finalizzata all’attivazione dell’Arbitrato internazionale obbligatorio, ai sensi della convenzione Onu sul diritto del mare. Ciò per risolvere pacificamente la controversia nella quale sono coinvolti i fucilieri di marina italiani, arrivando alla loro immediata liberazione ed al ritorno in Italia.

Considerato che in India i due fucilieri sono illegittimamente sottoposti alla privazione della libertà personale – recita la delibera – il Governo di quel paese sarebbe pronto ad applicare la legislazione antiterrorismo per la quale è prevista la pena di morte. Tale orientamento potrebbe essere una gravissima ed inaccettabile lesione del diritto internazionale. Anche per questo la controversia deve essere portata all’attenzione dei maggiori consessi internazionali per una soluzione rapida. Il caso deve coinvolgere il Consiglio di sicurezza dell’ONU, in quanto l’atteggiamento dell’India, influisce sulle modalità di tutela della pace e della sicurezza internazionale. Occorre scongiurare – si legge ancora –  un pericoloso precedente in grado di minare l’inviolabile principio dell’immunità funzionale, secondo il quale l’eventuale responsabilità penale dei soldati impegnati in missioni all’estero, debba essere approfondita ed appurata nello Stato d’appartenenza, nella fattispecie l’Italia. La controversia ha come soluzione l’Arbitrato obbligatorio per definire la giurisdizione del caso ed evitare che i due militari siano sottoposti ad un processo illegittimo. Occorre evitare che gli interessi commerciali prendano il sopravvento sul rispetto dei diritti umani

I fatti in questione risalgono al 15 febbraio 2012, quando due pescatori indiani furono colpiti mortalmente da colpi di arma da fuoco, a bordo della loro barca, al largo delle coste del Kerala. Della morte dei due vennero accusati i fucilieri della Marina italiana in servizio anti-pirateria sulla petroliera Enrica Lexie.







L’iniziativa posta in essere, che vede coinvolti e partecipi diversi Comuni d’Italia, ha un carattere internazionale per cui la delibera è stata posta anche in lingua inglese

– Cono D’Elia –


 



























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