Omicidio Vassallo. Valiante, Fassina e il fratello Dario si oppongono all’archiviazione delle indagini A febbraio scadranno i termini delle indagini preliminari nei confronti di Bruno Humberto Damiani





























Negli ultimi giorni ha suscitato una serie di polemiche la notizia della scadenza dei termini, nel prossimo mese di febbraio, dell’ultima proroga delle indagini preliminari nei confronti di Bruno Humberto Damiani, attualmente unico indagato per l’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010. Potrebbe dunque restare senza un’identità la mano di chi tolse la vita al “Sindaco pescatore”, dato che Damiani è risultato negativo all’esame dello Stube per verificare la presenza su mani e vestiti di polvere da sparo. Elemento che condurrà gli inquirenti a chiedere l’archiviazione delle accuse.

Dario Vassallo, fratello della vittima, ha scritto quindi una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in cui sottolinea che “non è accettabile che lo Stato rinunci a cercare chi ha ucciso lo Stato” e chiede la riapertura di un altro filone di indagine per scoprire l’assassino del fratello. “Non faccia come il ministro Andrea Orlando – continua Dario Vassallo rivolgendosi a Mattarella – che il 6 settembre 2017, il giorno dopo la commemorazione di Angelo, avvenuta in tutta Italia, attraverso le pagine di ‘La Repubblica’ mi faceva comunicare dai suoi collaboratori che presto mi avrebbe ricevuto, ma poi, dopo un mese di attesa, ad una mia telefonata fatta al Ministero della Giustizia mi risposero che dovevo fare una richiesta scritta, e una volta fatta la richiesta nessuno si è degnato di rispondermi“. Nella lettera Vassallo conclude con una frase intensa quanto dolorosa:”E’ lo Stato che deve dare risposta a noi, perchè siamo noi che abbiamo dato a questo Paese la parte migliore della nostra famiglia. Noi abbiamo dato Angelo, il nostro sangue per il nostro Paese“.

In merito a quanto scritto al Presidente della Repubblica è intervenuto anche il parlamentare di Sinistra Italiana, Stefano Fassina. “E’ inaccettabile che un omicidio rimanga impunito sempre, – evidenzia Fassina – ma in questo caso l’uccisione ha fermato un sindaco onesto che si è battuto contro la malavita organizzata. Non ci si può inchinare alle regole del più forte. Questo ci ha insegnato Angelo! Le indagini devono continuare, lo chiediamo anche a nome di tutti quei cittadini che credono nella giustizia di un Paese democratico“.





Nell’attesa di una risposta da parte delle istituzioni e della magistratura sono diversi gli interventi sul caso che si registrano in questi giorni, tra cui quello del deputato cilentano Simone Valiante, amico di Vassallo oltre che compagno di scranno nei banchi del Consiglio provinciale di Salerno dal 2004 al 2009, secondo il quale la decisione di chiudere le indagini “riempie il cuore di grande tristezza“.

Ritengo doveroso – dichiara Valiante – che uno Stato che si rispetti, quando si ammazza un sindaco ed un servitore delle istituzioni, non smetta mai di cercare la verità. Ed è per questa ragione che ho intenzione nei prossimi giorni di farmi promotore di una sottoscrizione tra colleghi parlamentari da inviare al presidente Mattarella. Lo dobbiamo ad Antonio ed a tutta la sua famiglia che in queste ore si sta battendo per dare una spiegazione, quando crescerà, al piccolo Angelo. Lo dobbiamo ad Angelo, alla nostra amicizia ed al lungo e straordinario percorso politico che abbiamo, insieme a tanti altri, condiviso, per il bene della nostra terra!“.

– Chiara Di Miele –

























Un commento

  1. Franco Iorio says:

    “Erano scese sulla terra la Verità e la Giustizia. La prima non si trovò a suo agio perché era nuda, l’altra perché era severa. Stettero molto tempo così, finché la Verità, per pura necessità, si unì a un muto”. Chi l’ha scritto non ha importanza, interessa invece capire come può uno Stato di diritto rinunciare a perseguire i/il colpevole/i di un omicidio che grida “giustizia!” da anni. Angelo Vassallo rappresentava le Istituzioni dello Stato quando venne trucidato. E se lo Stato non difende i propri rappresentanti significa che “legge, diritto e giustizia” sono contenitori vuoti. Mi hanno insegnato che “la giustizia è costanza di perpetua volontà”: per Angelo Vassallo chiedo “giustizia”.

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