Nick Di Brizzi di Sassano conquista due Festival a Los Angeles con il documentario “Fight Like a Boss” "Quando ero malato di fibrosi cistica pensavo che un giorno avrei dovuto condividere con gli altri la mia storia"

























Un percorso difficile che conduce, dopo tempo, alla gioia e a numerosi motivi di orgoglio. Si può riassumere così la storia di Nick Di Brizzi, 36enne figlio di sassanesi emigrati anni fa negli States, in California, che è tornato a vivere dopo un doppio trapianto reso necessario dalla grave fibrosi cistica con cui è stato costretto a convivere per anni.

Nick è stato operato nel 2015 in uno dei migliori ospedali della California e il suo intervento e la successiva degenza sono stati resi possibili anche grazie al supporto di numerosi valdianesi che in quel periodo si mobilitarono per dar vita ad una raccolta fondi in aiuto del giovane italoamericano. Nick nella vita fa l’attore e così, in questi anni passati a combattere contro la malattia, ha deciso di dare vita ad un film documentario sulla sua storia, per informare e sensibilizzare in merito alla fibrosi cistica. Ieri “Fight Like a Boss” ha ricevuto a Los Angeles due importanti riconoscimenti. Il film, infatti, ha vinto il Premio del Pubblico come Miglior Documentario al First Glance Film Festival e il Premio come Miglior Film e Miglior Documentario all’Hollywood Screening Film Festival. 

Nick ha ritirato entrambi i Premi in compagnia del regista e degli autori del lavoro, accompagnato dalla simpatica nonna e dall’affetto dei suoi familiari e di sua moglie.






Quando questo viaggio è iniziato più di 3 anni fa – racconta – il mio corpo era debole e molto malato. Ogni respiro era un compito difficile per me. Ho deciso di documentare e condividere la mia storia per ispirare gli altri e aumentare la consapevolezza sulla fibrosi cistica e la donazione degli organi. Ho pensato che un giorno avrei dovuto condividere la mia storia con le persone in un teatro. Come dico sempre, non era solo la mia battaglia. E’ stata la nostra battaglia insieme. Ognuno dei miei amici e soprattutto della famiglia ha una parte del mio cuore. Ringrazio il mio donatore. La mia forte fede in Dio mi fa sperare che mi stia guardando da qualche parte e sorridendo con orgoglio“.

– Chiara Di Miele –

  


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