Montesano chiede al fisico Caligiuri la restituzione della somma versata per lo studio tecnico su Terna Il sindaco Rinaldi: "Si è trattato di un tradimento, in Procura ha dichiarato diversamente rispetto a quanto scritto"























 

Una nuova pagina è stata scritta in questi giorni a Montesano sulla Marcellana in merito alla stazione elettrica Terna di Via Pantanelle/Tempa San Pietro.

La Giunta del comune termale, guidata dal sindaco Giuseppe Rinaldi, ha deliberato nei giorni scorsi un incarico legale per recuperare le somme versate al professore Luigi Maxmilian Caligiuri, esperto fisico in elettromagnetismo.






Il Comune, aveva commissionato a Caligiuri uno studio specialistico sull’inquinamento elettromagnetico: un’analisi che sottolineava come l’opera, potesse rappresentare un danno per gli effetti dell’elettromagnetismo sulla popolazione. Una perizia, costata 17mila euro, dove si confermavano le perplessità della popolazione e come quel sito non fosse adatto ad una simile opera calcolata la presenza di abitazioni nelle vicinanze. Inoltre, venivano posti interessanti spunti di riflessione sull’elettrodotto: spunti, rappresentati e illustrati alla cittadinanza dallo stesso Caligiuri in un incontro svoltosi nella frazione Scalo nel 2014.

Alla perizia del fisico, si aggiunge anche quella del professore Massimo Zucchetti, del Politecnico di Torino che, in maniera gratuita e attraverso uno studio dettagliato, supporta cittadini e Amministrazioni sottolineando le incongruità dell’opera: entrambi gli elaborati degli studiosi, vengono usati per procedimenti amministrativi e giudiziari nel braccio di ferro tra società Terna e Comune.

E’ il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lagonegro, Salvatore Bloise, a chiedere di sentire i due studiosi dopo aver respinto la richiesta di archiviazione per l’ipotesi di reato di “getto di cose pericolose” prevista dall’articolo 674 del codice penale. Il Gip, nel provvedimento di rigetto aveva motivato la necessità di procedere nelle indagini in quanto si discute di un’esigenza primaria quale la tutela preventiva della salute“. Caligiuri, dinanzi alla Procura, come verificato in seguito negli atti da parte del Comune termale, afferma che “per dimostrare che l’opera sia dannosa necessita che entri in esercizio contrastando così con quanto detto nello studio commissionato. Il procedimento verrà poi archiviato.

“Riguardo questo aspetto – ha dichiarato Rinaldi – mi sono davvero arrabbiato. Per tutelare la dignità, l’intelligenza e i soldi della cittadinanza, ho provveduto a dare un mandato legale affinché si dimostri che quanto accaduto è un tradimento alla fiducia accordata in precedenza e riavere così la somma indietro”.

– Claudia Monaco –



























Commenta la notizia

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*