Mandriano ucciso ad Eboli, la Uila Uil Salerno: “Occorre un Comitato per la Sicurezza del caporalato”





























“Un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica sul fenomeno del caporalato in provincia di Salerno”.

A chiederlo è Ciro Marino, segretario generale della Uila Uil Salerno, dopo gli episodi avvenuti questa estate e l’omicidio di un mandriano a Eboli nella giornata di ieri.

Forse deve morire qualcun altro prima che lo Stato intervenga – dichiara Marino – per interrompere la mattanza anche in provincia di Salerno? Dopo il caso nazionale di Foggia tutto è stato dimenticato, ma voglio ricordare che il problema esiste ancora e non è stato risolto. Non si può finire nell’oblio dell’indifferenza”.







Per Marino, dunque, va effettuato un focus a stretto giro sulla “questione Salerno”: “Ribadisco che anche nella nostra provincia i furgoni carichi di braccianti partono tutte le mattine – continua – alla stessa ora, dalle stesse piazze, guidati dai soliti caporali verso le aziende di sempre. Mi spiace ripetermi ma la storia è la stessa. I conducenti vanno fermati e arrestati, le aziende sanzionate, anche a tutela delle ditte sane che offrono buona occupazione. Le segreterie nazionali di Uila Uil, Fai Cisl e Flai Cgil, dopo la manifestazione di Foggia, stanno continuando a dare vita a iniziative importanti ed è in questo solco che anche Salerno deve proseguire. È fondamentale il supporto che riceviamo dal segretario Stefano Mantegazza, leader nazionale della Uila-Uil, anche dopo l’incontro con il vicepremier Luigi Di Maio. Non possiamo ricordarci del problema solo quando muore qualcuno”.

Per il segretario generale della Uila Uil provinciale nel 2018 non si può assistere alla tratta e per questo chiede un segnale concreto al prefetto di Salerno.

Dal rappresentante di Governo sul territorio ci aspettiamo un’azione incisiva sul tema dell’agricoltura – conclude – forse bisognava essere tempestivi qualche settimana fa, ma non è mai troppo tardi per avviare un cambiamento. Vanno investiti tutti gli attori sociali, magari costituendo anche una sorta di Alto Commissariato per le Questioni Agricole e convocando un Comitato per l’Ordine e la Sicurezza pubblica sul fenomeno che investe tutta la provincia da Scafati a Sapri. Sono anni che denunciamo, ma nulla si smuove realmente. Ribadisco che non faccio differenza tra immigrati e non, per quanto mi riguarda lo sfruttamento in agricoltura interessa tutti. Per questo è bene intervenire con determinazione e chi non lo fa è complice”.

Claudia Monaco –


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