Maltrattamenti su alunni a Caselle in Pittari. Il Pubblico Ministero chiede un termine per la pronuncia































Oggi me ne vado in galera”. E’ una delle frasi estrapolate dalle intercettazioni ambientali rese note dal Maresciallo Antonio Russo, comandante della Stazione Carabinieri di Sanza, chiamato a testimoniare in aula, nel Tribunale di Lagonegro, durante il processo che vede imputate quattro maestre della scuola elementare di Caselle in Pittari, con l’accusa di maltrattamenti avvenuti tra il 2011 e il 2014 nei confronti dei piccoli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale di Caselle in Pittari.

Un’udienza fiume, durata quasi 4 ore. Nell’aula ci sono anche alcuni dei protagonisti di questo presunto caso di maltrattamenti. Sono due maestre e l’ex preside Biagio Bruno, in pensione da settembre 2012, invece accusato di non aver adottato provvedimenti pur avendo ricevuto segnalazioni da parte dei genitori. Per lui il suo legale, l’avvocato Caterina Tancredi, ha depositato istanza di proscioglimento perché il fatto non sussiste.

Il Pubblico Ministero ha chiesto un termine per esaminare altri documenti e pronunciarsi. L’udienza si è concentrata sui filmati e sulle registrazioni di quello che accadeva in aula, che rappresentano la prova principe contro la quale si scontra la linea dei difensori delle maestre. Nel ricco faldone portato in aula da Russo ci sono le trascrizioni di quanto prodotto nei file audio e video.





Emergeva che gli alunni vivevano in uno stato di terrore”, dice il Maresciallo. “L’insegnante Lovisi ne afferra uno per il collo, un altro per un orecchio, un altro lo piega sul banco prendendolo dalla bocca”.

Dal racconto del teste emergono anche offese ai bambini da parte di Ines Stella: “scemo“, “imbecille“, “cacaglia” rivolto a una bambina che stava leggendo. Poi alle domande dei legali della difesa, Russo dice anche che erano classi molto vivaci e che almeno due delle maestre non ha registrato dalle captazioni audio nessun caso di violenza fisica. Il legale della Lovisi ha interpellato il teste su un episodio specifico, quando la maestra strattona un bambino per separarlo da un altro con il quale si stava azzuffando. Nel caso di un’altra maestra, invece, il Maresciallo ha sottolineato le urla dell’insegnante “tanto da richiamare l’intervento dall’esterno di una fiduciaria che entra in classe e invitare la maestra a un comportamento più consono”.

Un altro punto sul quale ci si è soffermati è “la presunta violazione delle linee guida sulle testimonianze dei minori”, sollevata da un legale della difesa, in riferimento all’arrivo in aula il 30 aprile 2014 della dirigente De Biase che interpella gli alunni sui comportamenti delle maestre. I piccoli avrebbero in quella circostanza confidato alla dirigente di minacce, offese e botte ricevute. Le prossime udienze si terranno il 6 e 20. Saranno sentiti anche gli alunni.

– Marianna Vallone –

 





























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