“La violenza che diventa normalità” – di Michela D’Amico





























violenza donneCome si può pensare che la violenza sulle donne sia una cosa normale?
E’ impossibile, ma malgrado ciò per molti viene considerata come “normale” o “giustificabile”.
Prima tutti pensavano che questo accadesse soltanto nei luoghi di guerra, nei paesi dove c’è odio razziale, dove c’è povertà, ignoranza, non da noi.
E ora? Cosa è cambiato? Tutto questo perché è arrivato anche da noi?
Mentre le persone pensano al perché, questo fenomeno cresce sempre di più e, purtroppo, ogni giorno molte donne subiscono violenze fisiche o sessuali. Esse vengono malmenate o peggio e parlano di disavventura, si sentono in qualche modo anche colpevoli e dicono : “Me la sono cercata” mentre molte altre si scusano dicendo: “Lui è sempre stato nervoso, lo sapevo…”.
Perché si sentono responsabili? Non è colpa loro!
E poi perché si pensa che il pericolo per le donne sia soltanto in strada di notte? Ora il pericolo si trova nella normalità, la violenza sta in casa, nell’amicizia, nella coppia, nella famiglia che sia solida o con problemi, ricca o povera.
Il pericolo si confonde nella vita quotidiana e spesso il “mostro” è una persona “vicina” e insospettabile.
La cosa più brutta è che questi atti poi vengono giustificati e nascosti per vari motivi. Perché?
Come si trova il coraggio di denunciare questi atti spietati?
Perché non tutti i casi vengono alla luce?
Spesso la violenza subita non viene denunciata soprattutto per paura, per non denunciare chi si ha amato, o forse per vergogna, perché non si trovano le parole per dirlo.
Servirebbe più attenzione, più sensibilizzazione o forse una legge più rigida per questi reati che faccia sentire la donna in qualche modo più protetta e rispettata.

– Michela D’Amico – Studentessa Istituto d’Istruzione Superiore “Pomponio Leto”

























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