“La pioggia sull’Italia”
Taci.
Sul suolo d’Italia
non odo sagge parole,
odo promesse con brutto odore.
Ascolta.
Piove sulle frane
Sui nostri pensieri di ieri
e su quelli di domani
Piove sui fiumi arginati con cemento
Piove sui monti disboscati e non dal vento
Piove sulle case
senza tetto e senza vani.
Piove sugli altari,
sulle tombe dei nostri cari.
Piove sulle ministre calde e sulle minestre fredde,
sui politici potenti e su quelli assenti,
che voce non hanno se non per lamenti.
Piove sulle baracche dell’Ottanta e
su chi ignaro ancora canta.
Piove sul Veneto che non si vanta.
Piove sulla fiera costiera,
sulle rovine di Pompei.
Piove sul Vesuvio che erutterà
e sulle belle ville sulle sue pendici.
Piove sulle suore e sulle meretrici.
Piove sulle scuole, sulle aule affollate
di alunni assonnati con menti addormentate.
Piove sulle strade dissestate
non solo in inverno, ma anche in estate.
Piove sui mutui e sugli strozzini,
sui soldi che vanno verso isole lontane.
Piove sulle speranze vane
dei precari abbandonati,
sulle persone strane
e sui bimbi mai nati.
Piove su chi lotta per un diritto,
su chi non sa come pagare l’affitto.
Piove sulle chiese chiuse
e sulle ville aperte.
Piove su chi è contento di queste situazioni
Su chi ha votato onesti ed imbroglioni.
Piove sulla tv che urla e non dice nulla
sul silenzio che tace con troppo rancore.
Piove sui bambini nella culla,
su quelli in attesa di nascere da troppe ore.
La pioggia cade sulla solitaria lordura
con un crepitio che da anni ormai dura.
E immersi noi siamo
nella melma italiana
d’inutile morte viviamo.
Piove sul corpo dell’impiccato
dai servizi sociali abbandonato.
Piove su chi sale sul tetto del palazzo
per dire a tutti il suo disprezzo.
Piove su questo mondo strano
su me che mi sento italiano.
Piove sulle barzellette cretine,
sui consigli non richiesti,
sulle ignude veline,
sui preti poco mesti.
Piove sugli sconosciuti stranieri
e sui nostri stipendi leggeri,
su chi è malato e su chi è sano,
sui tristi pensieri
che l’anima schiude...
sulla favola bella
che ieri
m‘illuse, che oggi t’illude,
o Italiano.
Urla.
Sul suolo d’Italia non odo sagge parole.
Muti, tacciono i morti.
Tu
urla,
se hai qualcosa nel cuore.