L'Editoriale di Rocco Colombo
Certosa di Padula : Tesoro al buio
Fa specie toccare con mano le “crepe” della Certosa di Padula. Conosciuta nel mondo come la Certosa di San Lorenzo, essa rappresenta il vanto di un intero territorio, ed essendo la più grande presente in Italia, persino dell’intera nostra nazione. Per questo fa specie toccarne le sue crepe, vere e proprie ferite che non si addicono ad una struttura così bella, così maestosa, così imperiosa, che addirittura, nel 1998, è stata dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO
Ci sono voluti anni ed anni di grande lavoro per riportare la Certosa di Padula agli antichi splendori. Un merito che va diviso tra la direzione della Certosa e la Soprintendenza ai BASSS di Salerno ed Avellino. Poi qualcosa si è inceppato. Da un anno a questa parte la Certosa sembra aver perso il suo smalto. Centro di vera cultura fino all’anno scorso, la Certosa ha ospitato nel suo recentissimo passato mostre di grandi artisti, ha ospitato manifestazioni musicali che venivano attese come veri e propri eventi in provincia di Salerno, ha ospitato convegni di levatura internazionale e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Poi qualcosa si è inceppato. Ed ora eccola là, la Certosa, mostrarsi come un gigante d’argilla. Certo che fa specie sapere che nella Chiesa della Certosa, nella sagrestia, nella cucina e snella cappella le luci sono spente perché, essendosi fulminate tutte le lampadine, non ci sono i soldi per sostituirle.
“Quando comincia a fare buio- ci dice una guida- per mostrare ai visitatori i particolari presenti nella sagrestia dobbiamo ricorrere ai nostri telefoni cellulari per avere un po’ di luce. Un vero e proprio scandalo”. E poi ci sono tutti gli ambienti che, per carenza di personale, non sono “visitabili”, come la foresteria nobile, le cantine, la biblioteca,la parte superiore del chiostro grande. Un’area enorme di Certosa interdetta ai visitatori. Neanche i servizi igienici sono fruibili. Per andare al bagno bisogna sfruttare i servizi del bar annesso alla Certosa. I dipendenti fanno quello che possono ed anche di più. Anzi è grazie a loro se certe “crepe” non vengono neanche notate dai visitatori. Quelle grosse, però, non possono nasconderle neanche loro. Come per esempio quell’ascensore realizzato un anno fa, al lato sinistro della scalinata che porta all’interno della Certosa. Fu costruito per permettere anche ai disabili di poter entrare nella struttura conventuale per visitarla. Quell’ascensore non è entrato mai in funzione. Spesso, ad aiutare i disabili a salire le scale ci pensa Mario, il titolare del bar della Certosa. Altrimenti questi visitatori non potrebbero ammirane le sue bellezze. “Siamo abbandonati al nostro destino- ci dice una impiegata abbastanza arrabbiata- basti pensare che non abbiamo neanche la carta per fare le fotocopie e gli spilli per le cucitrici e nei mesi invernali lavoriamo per buona parte della stagione al freddo, senza riscaldamenti.”
Tutto questo fa specie. Fa veramente specie. Quest’anno, in Certosa, sono stati organizzati soltanto due eventi: il concorso ippico promosso dalla Provincia di Salerno ed il concerto di Amii Stewart, promosso dalla Caritas diocesana, entrambi svoltisi presso i giardini della Certosa, tra l’altro. E poi null’altro. Sta calando il buio su uno dei monumenti più belli al mondo? Il sindaco di Padula ha invitato in Certosa il Ministro Bondi. Molti pensano che il ministro non accetterà l’invito, convinti che della Certosa non ne sappia granchè. Avranno ragione?
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L’editoriale di Rocco Colombo
Teggiano: Alla tavola della principessa Costanza
Viva la principessa Costanza. Oggi più di ieri. E un grazie sentito a tutti quelli che ne permettono il continuo successo.
Io c’ero, il 13 sera a Teggiano.
Ero in compagnia del responsabile della pagina “Cultura e spettacoli” di “La Repubblica”, Nino Marchesano, una delle firme più prestigiose di Repubblica Napoli. E’ un mio amico fraterno, Nino, e tra di noi non c’è spazio per le mezze verità. Se mi ha più volte, nel corso della serata, esternato il suo apprezzamento per la manifestazione, c’è da credergli. Io c’ero, e posso dire di aver assistito ad una delle rappresentazioni più belle in assoluto della manifestazione medievale “Alla tavola della principessa Costanza”.
E’ vero, non c’era nesso tra l’assalto al Castello ed il matrimonio di Costanza ed Antonello Sanseverino. Ma chissenefrega. Lo spettacolo è stato bellissimo.
Tanti complimenti, davvero, a tutti i volontari che, senza neanche un centesimo, da anni si impegnano a far vivere una manifestazione che ha travalicato i confini regionali; tanti complimenti ai figuranti, al principe ed alla principessa, a tutti gli artisti che vi partecipano.
Tantissimi complimenti al regista Massimo Cinque ed al suo “gancio”, il giornalista Angerlo Amelio che non manca mai di dimostrare il suo amore verso Teggiano.Tanti complimenti, centuplicati, al presidente della Pro Loco Michele Morena. Raccogliere l’eredità lasciatagli da Elio Cantelmi non era facile. Lui c’è riuscito. Davvero complimenti. E’ grazie a tutti loro che Teggiano continua ad essere meta di migliaia di turisti, ogni anno sempre di più.
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