Istanza “Monte Cavallo”. Dal Vallo di Diano una petizione popolare inviata alla Regione I firmatari chiedono che l'Ente esprima parere negativo vincolante all'istanza della Shell












Continua a tenere banco nel Vallo di Diano l’istanza “Monte Cavallo”, prodotta e presentata nuovamente al Ministero dell’Ambiente dalla Shell S.p.A. per l’avvio della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale riguardo al progetto di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in un’area localizzata tra la Basilicata e la Campania e che coinvolgerebbe anche Padula, Sala Consilina, Montesano sulla Marcellana, Atena Lucana, Polla, Sant’Arsenio, Sassano e Teggiano.

Il MeetUp Amici di Beppe Grillo Attivisti Sala Consilina, il Comitato Giustizia Possibile e il Codacons hanno inviato la petizione popolare “#NOTRIVELLAZIONI – VALLO DI DIANO” al Presidente del Consiglio regionale della Campania Rosa D’Amelio con cui chiedono che la Regione esprima parere negativo all’istanza “Monte Cavallo”.

Le attività di Shell – scrivono i firmatari della petizione – sono in netto contrasto sia con la vocazione agricola e turistica del comprensorio, sia con la volontà dei cittadini del luogo, espressa con convinzione in più occasioni nel recente passato“.

Nel testo della petizione popolare, gli attivisti del M5S, il Comitato Giustizia Possibile e il Codacons sottolineano, tra le altre cose, che l’area interessata dall’istanza della Shell interferisce con il SIC “Monti della Maddalena“, sito di importanza comunitaria che fa parte della Rete Natura 2000, il divieto di estrazione e di ricerca di idrocarburi su tutto il territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese in cui l’area stessa ricade, l’appartenenza di quest’ultima ad una zona ad alto rischio sismico. Vengono inoltre messi in evidenza gli investimenti che danni si stanno compiendo sul territorio per uno sviluppo che si armonizzi con l’agricoltura, risorsa tipica del posto, e con altri settori connessi al turismo sostenibile e alla fruizione dei beni culturali, architettonici ed ambientali presenti nel Vallo di Diano.

Autorizzare attività di ricerca di idrocarburi – scrivono i firmatari della petizione inviata in Regione – significherebbe rinnegare quanto fino ad oggi è stato fatto a sostegno dello sviluppo eco-compatibile, compromettendo la bellezza e la serenità dei luoghi con ripercussioni fortemente negative in termini di attrattività turistica dell’intero territorio, accentuando le preoccupazioni per le diverse forme di inquinamento e di alterazione ambientale legate alle attività di estrazione e trasporto del petrolio“.

– Chiara Di Miele –


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