Il Consorzio di Bacino chiede a Sassano oltre 400mila euro. Il Comune si oppone al decreto ingiuntivo "Si è creata nel Consorzio una situazione di non democrazia e di non trasparenza"





























Il Comune di Sassano si è costituito in giudizio per opporsi ad un decreto ingiuntivo dello scorso 5 maggio, emesso dal Tribunale di Lagonegro a seguito del ricorso prodotto dal Consorzio Centro Sportivo Meridionale – Bacino SA3, rappresentato dal commissario liquidatore e presidente del CdA Vittorio Esposito. Con l’atto emesso si impone al Comune di pagare la somma di 402.802,02 euro consistenti in contributi di esercizio per gli anni 2009-2015 per il settore sport, per la gestione rifiuti, oltre agli interessi di mora sulle somme vantate dal Consorzio.

Il Comune rappresentato dal sindaco Tommaso Pellegrino ha dunque ritenuto necessario difendere in giudizio i propri legittimi interessi. “Gli Enti Locali – si legge nella delibera di costituzione – hanno subito drastici tagli alle proprie risorse per trasferimenti erariali ed il livello di tassazione locale è salito vertiginosamente e non può andare oltre. Non è più possibile accettare che chi ha gestito e continua a gestire il Consorzio continui a porre a carico del Bilancio dei Comuni soci le perdite di gestione dello stesso, eufemisticamente chiamati contributi di esercizio, senza alcuna regola e limite. Mentre i Comuni gestiscono i servizi con risorse limitate e preventivate. Il Consorzio anche a distanza di qualche anno di ritardo, dopo avere quantificato le perdite di esercizio le scarica sui bilanci dei comuni soci“.

Secondo il Comune di Sassano i contributi richiesti, relativi a “servizi a costi non economici”, non sono dovuti, trattandosi di servizi a domanda individuale per i quali non è possibile ribaltarne integralmente i relativi costi di gestione sui Comuni soci. “Si è creata nell’ambito del Consorzio una situazione di non democrazia e di non trasparenza – si legge ancora – essendo gran parte dei Comuni morosi nei confronti del Consorzio, probabilmente per scelta, possono partecipare all’assemblea ed alla discussione ma non possono votare. Per cui i bilanci, gli atti programmatori, i consuntivi, che impegnano e producono effetti per anni su un gran numero di Comuni sono approvati da uno o due Comuni; né vi è un tentativo di condividere le scelte, gli atti programmatori, di intraprendere percorsi per ridurre gli oneri a carico dei Comuni soci“.





Il Comune rappresentato dal sindaco Pellegrino ha anche contestato per iscritto le spese e le modalità gestionali, ma senza risultati. “Il Consorzio – affermano – continua ad operare contro la volontà e l’interesse di tutti ed in particolare dei Comuni Soci, tra l’altro in violazione di un costante orientamento della Corte dei Conti che vieta di scaricare sui soci (pubblici) le perdite di esercizio dei Consorzi (o Aziende Speciali). Vengono richieste somme e contributi per spese delle quali non si ha alcuna conoscenza, non funzionando l’Albo pretorio on line in sfregio al dettato dell’art. 32 della legge n. 69/2009. Né viene in alcun modo applicato il D.Lgs n. 33/2013. C’è chi spende senza alcuna trasparenza, senza rendere conto di nulla, e dall’altro i Comuni soci, che sono i proprietari del Centro, pagano su scelte a cui non partecipano e gli si impedisce di partecipare e di decidere. Il Consorzio non fornisce alcun servizio alle nostre popolazioni: funzionano al momento solo la piscina, la palestra ed i campi di tennis, il resto in completo abbandono“.

– Chiara Di Miele –

























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