Fiume Tanagro in balia dei rifiuti e della scarsa sicurezza. La denuncia della Lega Vallo di Diano



































  

Il Coordinamento cittadino della Lega – Salvini Premier Vallo di Diano ha inviato una lettera ai sindaci dei Comuni di Sala Consilina, Sassano, San Rufo, Teggiano e Padula attraverso cui denuncia lo stato di degrado e abbandono nel quale versano il fiume Tanagro e i suoi affluenti. I rappresentanti del Coordinamento della Lega valdianese mettono in evidenza come siano presenti in più punti cumuli di rifiuti bruciati, animali morti e resti abbandonati negli alvei, letti e sponde “divenute vere e proprie discariche a cielo aperto dove è stato abbandonato materiale di tutti i tipi, ovvero pneumatici di auto e trattori, vecchie televisioni, manufatti in cemento (probabilmente anche in amianto) e spazzatura di vario tipo accumulata che mette a rischio sia il regolare deflusso delle acque facendo prima da ostacolo e poi da tappo nei pressi dei ponti, sia l’ambiente dunque la salute dei cittadini. Inoltre nel  periodo di piena questa trasporterà la stessa immondizia fino a mare inquinando ancora di più l’intero corso dell’acqua e mettendo a rischio fauna, flora e appunto salute dei cittadini“.

La zona di Ponte Cappuccini, al confine tra Sala Consilina e Sassano, “versa in uno stato pietoso – scrivono dalla Lega Vallo di Diano – e tutto ciò non garantisce la sicurezza degli abitanti limitrofi e sicurezza della viabilità. L’arteria stradale che attraversa il fiume è di primaria importanza, collegando più comuni, e in occasione delle forti piogge a causa dello straripamento del fiume stesso (come spesso avvenuto negli anni scorsi) rende l’arteria soggetta a chiusura al traffico. Il letto del fiume è totalmente ricoperto da arbusti e la vasca è oramai colma di sabbia e di altri materiali, che le impediscono di assolvere alla sua specifica funzione durante la stagione delle piogge. Sul ponte si segnalano altresì cavidotti all’apparenza elettrici, danneggiati“.




Tra le criticità sottolineate nella lettera, che è stata inviata anche al Consorzio di Bonifica Vallo di Diano – Tanagro, alla Comunità Montana Vallo di Diano, al Distretto 72 dell’Asl, all’ARPAC, alla Provincia di Salerno, ai Carabinieri, alla Procura della Repubblica di Lagonegro, alla Prefettura, all’Ufficio Ambiente della Regione Campania e alla Protezione Civile, si sottolinea come diversi guardrail dei ponti siano divelti e danneggiati, che nel tratto della Marza a San Rufo, dopo una piena avvenuta nel 2010, la briglia in cemento che fu spostata, danneggiata, resa inutilizzabile, ad oggi non è stata ripristinata e che, nello stesso tratto, è presente lo scarico di acque reflue che inquina l’acqua del fiume.

Diverse sono le domande poste in merito a questa problematica dai rappresentanti del partito di Matteo Salvini nel Vallo di Diano. “A quale ente spetta la manutenzione ordinaria e straordinaria? – chiedono – A chi spetta la messa in sicurezza quando vi sono rischi per l’incolumità pubblica? Nel caso vi siano criticità, danni o peggio incidenti chi si assumerà la responsabilità civile, morale e penale di quanto accaduto? Come mai le manutenzioni e le pulizie non vengono svolte oppure avvengono in maniera non costante, nonostante i cittadini paghino per questi servizi? Come mai quando si fa qualche intervento di sfalcio i vari rifiuti che ‘emergono’ non vengono raccolti ma lasciati sul posto? Qualora vi siano in programma manutenzioni quale Ente se ne farà carico, di che entità saranno ed entro quale data? Come mai il fiume Tanagro facente parte della riserva naturale Foce Sele-Tanagro viene lasciato usare come discarica? Come mai si consente un abbandono indiscriminato e continuo di rifiuti senza nessun controllo? A seguito di questi mancati controlli i costi della successiva bonifica (quando raramente avviene) ricadono sempre sui cittadini, perché questi devono pagare (anche in termini di salute) per colpe non loro?“.

Il coordinamento della Lega Vallo di Diano chiede dunque la convocazione di un tavolo di concertazione tra le parti per confrontarsi sulle varie argomentazioni.

– Chiara Di Miele –

   

  





























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