Il fisico Giuseppe Marmo conclude con successo l’Epic Scientific Event al Liceo Scientifico di Teggiano































Un’edizione da incorniciare quella dell’ “Epic Scientific Event” al “Pomponio Leto” di Teggiano, che dal 13 al 15 marzo ha ospitato 3 appuntamenti ispirati alla scienza e ai suoi innumerevoli campi.

Numerosi gli ospiti d’eccezione, in particolare l’attesissimo professor Giuseppe Marmo, fisico e docente del Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli “Federico II”, nonchè membro della sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Durante la giornata conclusiva di ieri, incentrata sulla velocità della luce, la cosiddetta costante C, il dibattito ha visto la moderazione di Giuseppe Di Blasio e la presenza del maestro Luigi Di Miele, che ha relazionato sugli argomenti di contatto tra la fisica e la musica, seguito da un intermezzo musicale a cura degli alunni del Liceo Scientifico e dalla lezione del fisico Giuseppe Marmo sul mondo dei Quanti. Nel corso dell’evento sono state poi proiettate delle diapositive di Antonio Parretta, docente dell’Università di Ferrara, sul tema “Energia solare: concentratore su fotovoltaico a triplo strato, dimensioni ridotte” accompagnate dalla spiegazione e dimostrazione del fisico Paolo Zozzaro.





Il mondo scientifico non deve basarsi sui pregiudizi, e soprattutto bisogna sempre tener presente che le scoperte scientifiche richiedono tempo – ha affermato il professor Giuseppe Marmoprima che vengano accertate occorrono tempistiche lunghe, ciò significa che la ricerca difficilmente può essere finanziata dai privati, perchè non possono aspettare cento anni per ricavare le applicazioni che derivano dalle scoperte. I nostri governanti devono ricordare che la ricerca è un investimento a livello culturale, che non può avere ricadute immediate. Se ci si ostina a pensare che i risultati possano essere utilizzati subito, ci si sbaglia e si costringe la Nazione a rimanere indietro, in questo campo, rispetto ai Paesi più avanzati, che investono di più nella ricerca“.

– Maria De Paola –

 





























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