Fine vita e testamento biologico. Marco Cappato ospite dell’Ordine degli Avvocati a Sala Consilina "E' dovere di uno Stato di Diritto rimuovere gli ostacoli alla effettiva parità di diritti di tutti"





























Non sono cavilli legali o problemi lontani di cui devono discutere gli studiosi del diritto, le battaglie che portiamo avanti attengono a libertà intime di ognuno di noi. Avere leggi desuete che comprimono queste libertà, e che sono da tutti considerate ostacoli aggirabili recandosi all’estero, è fonte di discriminazione perché consente soltanto a chi ha conoscenze e disponibilità economiche di poter esercitare una scelta sulla propria vita. E’ quindi dovere di uno Stato di Diritto rimuovere gli ostacoli alla effettiva parità di diritti di tutti i cittadini, assicurando gli stessi punti di partenza per tutti”. Con questo concetto Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, ha aperto il suo intervento nell’incontro organizzato questa mattina a Sala Consilina dall’Ordine degli Avvocati di Lagonegro dal titolo “Art. 580 CP e Testamento Biologico: Profili Interdisciplinari”.

L’incontro, moderato dall’avvocato Cappelli e preceduto dai saluti del sindaco Francesco Cavallone e del vicesindaco Luigi Giordano, ha visto la partecipazione degli avvocati Filomena Gallo e Franco Di Paola, componenti del collegio di difesa di Cappato nella vicenda giudiziaria che lo vede imputato per aver rafforzato il proposito suicidario di dj Fabo ed averlo aiutato a porre fine alla sua esistenza in Svizzera. Il processo a Cappato ha riaperto la discussione sul tema del fine vita ed è stato di forte impulso all’approvazione della Legge sul testamento biologico, che consente a chiunque di decidere, in un momento in cui si è ancora capaci di intendere e di volere, quali trattamenti sanitari si intenderanno accettare o rifiutare nel caso in cui si sia impossibilitati a farlo.

L’aula gremita ha seguito con interesse e partecipazione la relazione di Cappato, manifestando più volte approvazione e consenso rispetto alle sue battaglie ed alla sua disobbedienza civile che “non ha l’obiettivo di violare le regole ma di cambiarle in modo pacifico”.








– Lorenzo Stavola –

 

 

 

 

 

 

 





























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