Farmacia 3.0 – Soffri di stitichezza? Chiedi al farmacista – a cura del dott. Alberto Di Muria





































Medici e pazienti non parlano la stessa lingua quando il tema è la stitichezza. È la conclusione a cui sono giunti alcuni ricercatori dell’Associazione Italiana Gastroenterologi Ospedalieri al termine di uno studio condotto su oltre 1900 persone. I risultati, presentati di recente a Berlino durante la United European Gastroenterology Week, sono chiari: il 34% degli intervistati crede di soffrire di stitichezza, ma uno su cinque non ha alcun disturbo; d’altro canto il 16% di chi ritiene di non avere problemi in bagno ricade, invece, nei criteri per la diagnosi.

Ci sono un bel po’ di equivoci sull’argomento: tanto per cominciare, per diagnosticarla esistono precisi criteri, chiamati Roma III; moltissimi pazienti invece, pur non avendo sintomi che rientrino nei criteri diagnostici, si auto-convincono di essere stitici.

Per la diagnosi di stitichezza, bisogna avere almeno due fra questi sei sintomi: una frequenza di defecazione inferiore alle tre volte a settimana, sforzo eccessivo in almeno un caso su quattro, feci dure e compatte nel 25% dei casi, sensazione di evacuazione incompleta in almeno un caso su quattro, necessità di ricorrere a manovre manuali nel 25% dei casi. Se a questa situazione si affianca anche il dolore, la diagnosi invece è sindrome del colon irritabile.







I rimedi sono semplici: oltre a fare movimento con regolarità bisogna evitare di saltare i pasti, mangiare molte fibre attraverso un maggior consumo di vegetali, bere 1,5-2 litri di acqua al giorno, seguire una dieta equilibrata e anche seguire i “buoni rituali” in bagno. E’ raccomandabile andarci al mattino, dopo colazione, quando il passaggio dallo stare sdraiati alla posizione eretta aumenta la motilità intestinale; in più dopo i pasti il riflesso colico favorisce la “spinta” della massa fecale.

Se tutti questi accorgimenti non bastano si possono dare supplementi di fibre se anche questo non è sufficiente si passa ai lassativi osmotici come lattulosio o il polietilenglicole, ottimo perché richiama moltissima acqua rendendo le feci morbide. In chi, nonostante tutto, continua ad avere problemi di stitichezza si prescrivono i lassativi di seconda scelta, ovvero i purganti più classici, come la senna o i sali di magnesio, i farmaci stimolanti, come il bisacodile, o quelli che favoriscono la motilità, come il prucalopride.

Bibliografia: www.corriere.it 


 































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