Farmacia 3.0 – Sclerosi multipla: lo stato dell’arte – a cura del dott. Alberto Di Muria





































sclerosi-multipla-ricercaIl nuovo quadro della sclerosi multipla traccia la fotografia di una malattia che colpisce sempre più persone: 2,3 milioni in tutto il mondo, 600.000 in Europa. A rilevare il dato è ATLAS, la più vasta indagine mondiale della malattia presentata al 29° Congresso europeo ECTRIMS (European Committee for Research and Treatment in Multiple Sclerosis) tenutosi a Copenaghen. Fino al 5% delle persone sviluppa la malattia prima dei 18 anni. Viene confermato anche che le donne hanno una probabilità due volte più alta di avere la sclerosi multipla. L’Italia, con circa 68mila pazienti, è un paese ad alto rischio: l’incidenza della malattia è di 2mila nuovi casi all’anno.
Terapie precoci e personalizzate: è questo il trend emerso all’ECTRIMS, reso possibile anche dal numero crescente di opzioni terapeutiche disponibili.
Tra le novità, i dati dello studio ADVANCE sul peginterferone beta-1a, un farmaco sperimentale per il trattamento delle forme recidivanti-remittenti di sclerosi multipla. Si tratta di un nuovo composto molecolare in cui l’interferone beta-1a è stato peghilato: questa modifica permette di allungare l’emivita del farmaco. Una caratteristica che consente di ridurre il numero di iniezioni sottocutanee necessarie e si traduce quindi in un vantaggio per i pazienti.
Molti anche i dati che dimostrano l’efficacia di una terapia sempre più precoce, come quelli dello studio AFFIRM sull’utilizzo del natalizumab nel trattamento della sclerosi multipla recidivante-remittente. I dati dimostrano che natalizumab offre risultati ancora migliori nei pazienti che iniziano il trattamento precocemente nel corso della malattia, quando è ancora possibile inibire i processi patologici irreversibili a carico delle strutture neuronali. A favore dell’inizio precoce della terapia anche lo studio TOPIC che ha dimostrato che il trattamento precoce della terapia con teriflunomide nei pazienti che hanno manifestato i primi sintomi neurologici riconducibili a sclerosi multipla riesce a ritardare un secondo attacco clinico, vale a dire il passaggio a sclerosi multipla clinicamente definita.
Promettente sembra essere la sperimentazione della terapia a base di cellule staminali mesenchimali testata da un team internazionale del quale fanno parte anche ricercatori italiani.

Bibliografia: www.repubblica.it







































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