Farmacia 3.0 – gli antinfiammatori, farmaci abusati dagli italiani Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria

































Gli antinfiammatori, complice la possibilità di acquisto senza ricetta, sono tra i farmaci più utilizzati dagli italiani. Eppure questa categoria di molecole andrebbe utilizzata con maggior attenzione perché gli effetti collaterali sono tutt’altro che da sottovalutare. Al di là dei problemi a livello gastrointestinale è il sistema cardiovascolare a risentirne più di tutti.

Tra le molecole antinfiammatorie più utilizzate ci sono i FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei. A questa categoria appartengono, ad esempio, l’acido acetilsalicilico, diclofenac, ibuprofene, ketoprofene e nimesulide. L’effetto di tutte queste molecole è antinfiammatorio, analgesico ed antipiretico. Alla base di queste proprietà vi è la capacità dei farmaci in questione di bloccare l’attività degli enzimi COX, particolari proteine che servono per la formazione delle molecole infiammatorie. Inibendone la formazione il risultato finale è un ridotto stato infiammatorio e, di conseguenza, una minore percezione del dolore.

Se questi farmaci funzionano però alla perfezione in acuto, ovvero quando il dolore c’è sporadicamente come nel caso di un mal di denti o di un trauma sportivo, è nel dolore cronico che cominciano ad esserci problemi. Per curare il dolore cronico i FANS non sono affatto indicati.






L’abuso di antinfiammatori, a differenza di quanto si è portati a pensare, è deleterio soprattutto per il sistema cardiovascolare: ciò vale sia per le persone in buono stato di salute sia per chi ha già problemi di natura cardiovascolare come, ad esempio, quegli individui che in passato sono stati sottoposti ad interventi di angioplastica, posizionamento di stent o individui semplicemente ipertesi.

I FANS infatti indeboliscono l’endotelio vascolare, quel tessuto interno di arterie e vene più a stretto contatto con il passaggio del sangue, rendendolo meno capace di vasodilatarsi e di rispondere allo stress a cui è sottoposto. Non solo: nelle persone con lesioni dell’endotelio i FANS destabilizzano quegli accumuli di grasso all’interno delle arterie, le placche aterosclerotiche, rendendoli liberi di staccarsi pericolosamente andando ad otturare altri vasi. Una ragione in più per assumerli solo quando servono.

Bibliografia :www.lastampa.it – www.informazione.it –www.farmacistionline.net


 Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria

 

























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