Farmacia 3.0 – i cibi che interferiscono con la pillola Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria



















Ci sono alimenti che possono reagire con i principi attivi della pillola e dare disturbi di diverso tipo.

È il caso, per esempio, dell’anice, una pianta che viene utilizzata per la produzione di dolci, liquori o per regalare sapore ai piatti. Contiene un elemento, l’anetolo, che favorisce la digestione, combatte i disturbi articolari, combatte i disturbi respiratori, elimina l’eccesso di gas intestinale. L’anetolo svolge però un’azione estrogenica e può quindi avere interazioni con i trattamenti ormonali per la menopausa o anche con la pillola contraccettiva, di cui può aumentare l’azione, con effetti nocivi per l’organismo.

Maggiore attenzione, invece, occorre con il pompelmo e il bergamotto: è bene non assumere troppo succo di pompelmo o tè al bergamotto se si è sotto trattamento contraccettivo. La bergamottina, contenuta in questi agrumi, agisce sul citocromo P450, un complesso di enzimi del fegato che regola il metabolismo delle sostanze introdotte nell’organismo. La bergamottina diminuisce l’attività degli enzimi. Il farmaco non viene così metabolizzato e non esprime il suo effetto: può quindi avere una minore azione contraccettiva. Le interazioni del succo di pompelmo o del tè al bergamotto si verificano quando essi sono consumati in grandi quantità: 1-2 bicchieri al giorno non sono in grado di modificare in modo consistente l’effetto di un farmaco.






L’Iperico, detto anche Erba di San Giovanni, è una sostanza utilizzata largamente in fitoterapia perché ha molteplici proprietà benefiche: combatte la nausea, allevia i disturbi digestivi, ha effetto astringente per la diarrea e, soprattutto, esercita un notevole effetto antidepressivo. È bene però fare attenzione, se si assumono specialità a base di iperico e, nel contempo, si sta prendendo un contraccettivo di tipo ormonale. Infatti nell’iperico sono contenuti alcuni sostanze che possono ridurre l’azione contraccettiva causando una diminuzione della concentrazione nel sangue dell’etinilestradiolo. Lo stesso Ministero della Salute raccomanda, se si ricorre alla contraccezione ormonale, di evitarne l’uso poiché sono stati riportati casi di ripresa del ciclo mestruale, con perdita dell’effetto anticoncezionale.

Bibliografia: www.corriere.it – www.giudagenitori.it – www.iodonna.it


  Farmacia 3.0 – Rubrica a cura del dott. Alberto Di Muria























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