Esplosione di Bologna. La testimonianza del teggianese Domenico Gioia:”Sembrava di bruciare” -VIDEO-









































Domenico Gioia teggiano incendio-bologna-1

È di due morti e circa 70 feriti il bilancio dell’incendio sviluppatosi, poco dopo le 14.00 di quest’oggi, sul raccordo autostradale che collega l’A1 e A14 all’altezza di Borgo Panigale, alle porte di Bologna, a seguito dell’esplosione di un’autocisterna. Lo scoppio, provocato da un incidente che ha coinvolto diversi mezzi pesanti, ha dato vita ad un vasto incendio che si è propagato dalla tangenziale e ha coinvolto alcune auto di concessionarie vicine che sono a loro volta esplose.

L’autocisterna che ha preso fuoco trasportava, molto probabilmente, gpl. A seguito dell’onda d’urto provocata dall’esplosione sono scoppiati i vetri di alcune case vicine e il ponte dell’autostrada sul raccordo di Casalecchio è parzialmente crollato.











Nei pressi del luogo della tragica vicenda si trovava Domenicantonio Gioia, 31enne di Teggiano, che da ormai 2 anni vive a Bologna e lavora in un’azienda a Borgo Panigale.

Erano da poco passate le 14 ed eravamo appena rientrati dalla pausa pranzo – spiega Domenicantonio – quando abbiamo sentito una prima esplosione. Impauriti ci siamo immediatamente diretti verso l’uscita e guardando in alto abbiamo visto una nube nera proveniente dalla tangenziale. Si sono avvertiti altri ‘piccoli’ scoppi e, impauriti, ci siamo preoccupati di avvertire i Vigili del Fuoco che al telefono ci hanno tranquillizzato dicendo che stavano per intervenire”.

Poco dopo l’esplosione più grande – racconta il 31enne teggianese – Tutti hanno iniziato ad urlare e scappare. L’onda d’urto è stata fortissima. Impressionante! I vetri del nostro magazzino sono andati in frantumi. Si è avvertito un forte calore, sentivo come se stessi per bruciare. Ho avuto davvero paura“.

Nella nostra azienda si sono registrati ingenti danni anche alla struttura – riferisce Domenicantonio – Infatti siamo stati evacuati e ancora non sappiamo quando potremo tornare a lavoro“.

– Paola Federico –



































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