Consorzio Centro Sportivo. Nuovo Consiglio d’Amministrazione dopo un duro documento dei sindaci Sergio Annunziata:"Carrozzone che produce debiti". Vittorio Esposito:"Un'azienda non funziona senza soldi"











Ieri sera, nel corso dell’Assemblea generale del Consorzio Centro Sportivo Meridionale a San Rufo, i sindaci di Auletta, Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Corleto Monforte, San Rufo, Sala Consilina e Sassano hanno depositato un documento politico dai toni molto forti che punta l’indice contro la gestione del Consorzio stesso. Attività gestionale ritenuta dai primi cittadini sottoscrittori del documento “in palese disequilibrio finanziario“.

Motivo per cui i sindaci dei sette comuni consorziati propongono delle richieste contenute nei sette punti del documento redatto. “Cessare ad horas – scrivono – tutte le attività del Consorzio in quanto producono debiti come da bilanci consuntivi e conseguente riparto delle quote a carico dei Comuni”. Tra le richieste anche la cessazione di ogni formula contrattuale, tra cui anche la figura del Direttore Generale la cui nomina è ritenuta “in palese violazione con la legge 135/2012 e la legge 114/2014“. Di conseguenza i sindaci chiedono che siano dichiarati illegittimi tutti gli atti proposti e firmati dal Direttore Generale Enrico Zambrotti. Nel documento è richiesta inoltre la nullità della delibera “di riparto e accollo dei maggiori oneri del personale consortile a seguito della cessazione dei finanziamenti nazionali” e di “diffidare, ad horas, l’attuale CdA e porre in atto tutte le iniziative necessarie per porre in equilibrio il bilancio senza gravare di ulteriori spese i Comuni“.

Si chiede ancora la modifica dello statuto per rendere possibile il voto attivo e passivo a prescindere dallo stato debitorio (attualmente possono votare soltanto San Pietro al Tanagro, Caggiano e Polla che ha regolarizzato la sua posizione ratificando la rateizzazione dei debiti) e di nominare “un CdA aperto a tutti con l’obiettivo preciso di un piano di rilancio dei beni e dei servizi del Consorzio“.

Non si può pagare, tenere aperto e gestire così un carrozzone che produce debiti enormi che pagano i cittadini – ha dichiarato Sergio Annunziata, vicesindaco di Atena Lucana, a margine dell’assemblea e in seguito alla presentazione del documento dei colleghi amministratori – Si tratta di un Consiglio generale dove votano e decidono in tre ma pagano in 19 Comuni. Urge una gestione virtuosa e una nuova governance che porti sviluppo e servizi e non debiti come accade da anni“.

Nel corso dell’Assemblea e successivamente al documento dei sindaci è stato poi nominato un nuovo CdA il cui Presidente è Vittorio Esposito e che comprende i comuni di Corleto Monforte, Caggiano, Petina, San Pietro al Tanagro, Sassano e Monte San Giacomo. Dura la risposta di Esposito all’attacco contro la gestione del Consorzio che, come precisa, “dal 1972 si regge unicamente sui contributi dei Comuni. Sfido chiunque a far funzionare un’azienda senza soldi“.

Poi l’affondo di Esposito ai sindaci del Partito Democratico valdianese (“Ieri sera si è scritta una pagina penosa per il PD del Vallo e chiedo l’intervento del segretario provinciale e del coordinatore territoriale“) e ad Annunziata:”Se c’è un abusivo che usurpa una carica non sua quello è lui“.

– Chiara Di Miele –

 




3 Commenti

  1. Ma perché i comuni che contestano Esposto non deliberano, nei rispettivi consigli comunali, il proprio recesso dal Consorzio? O ci stai dentro e paghi o te ne vai!

  2. Franco Iorio says:

    Il Consorzio. . . non c’è verso di estirpare questo “cancro” dal tessuto politico e sociale del Vallo di Diano e Comuni associati. Mai nessuno è riuscito a capire che così come nato (1972), strutturato e regolamentato da Statuto ad usum delphini, il Consorzio era e rimane uno strumento nelle mani di persona/e in inaffidabile/i. Troppo tardi i Sindaci di Auletta, Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Corleto Monforte, San Rufo, Sala Consilina e Sassano si accorgono dei maneggioni refrattari a tutte le leggi e dei sapienti raggiri truffaldini per pareggiare i bilanci annuali. E nel mentre… imperate et dividit! Conservo il primo Statuto: la matrioska custode di vari “figli”, tipo scatola cinese, sistema enigmatico di gestione di servizio associato. Con spese a carico di “pantalone” che non capisce e si adegua. “ E er Principino? – Succhia. /
    – E er popolo? – Se gratta. /
    – E er resto? – Va da sé… /
    – Benissimo! – Benone! /
    La Patria sta stranquilla; /
    annamo a colazzione… – /, per dirla con Trilussa.

  3. vogliono fare la cittaVallo…….quante braccia tolte all’agricoltura

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