Auletta, feto senza vita nel centro migranti. Potere al Popolo:”La madre vittima della prostituzione?” "Tutti in paese sanno che alcuni uomini pagano le ragazze nigeriane per scopi sessuali"

































Il doloroso caso del feto ritrovato senza vita in un secchio vicino alla struttura che ospita il Centro di Accoglienza Straordinaria per migranti in località Lontrano ad Auletta in questi giorni sta dando spazio ad una serie di riflessioni oltre che di azioni (ultima in ordine di tempo l’interrogazione ai ministri Salvini e Bonafede da parte del senatore Iannone). In merito alla vicenda, che ha portato alla denuncia di una 25enne nigeriana per infanticidio e occultamento di cadavere dopo aver partorito in bagno, interviene anche Potere al Popolo – Buccino che analizza diversi aspetti che riguardano proprio il Centro che oggi ospita soprattutto donne nigeriane e ragazzi senegalesi trasferiti da un centro di accoglienza di Benevento, chiuso in seguito all’arresto del gestore.

In questi giorni – dicono i rappresentanti di Potere al Popolo – Buccino – la notizia diffusa sui giornali racconta la drammatica storia di una giovane donna, accusata di aver abortito al sesto mese di gravidanza e di aver nascosto il corpo del bambino. Una donna nigeriana, che ha rischiato di morire e che probabilmente è vittima di tratta di esseri umani a scopo di prostituzione. Con la richiesta di mantenere l’anonimato, numerose persone ci hanno segnalato la presenza di un viavai di automobili in prossimità del centro d’accoglienza. Uomini che caricano le ragazze per i ‘servizi del sesso’. Queste parole sono confermate anche da alcuni ospiti del centro incontrati in questi giorni“.

Tante sono le domande che Potere al Popolo si pone in merito alla nascita del CAS e alla sua attività. “Perché hanno fatto un centro in un agriturismo così lontano? – chiedono – Il Comune poteva aderire al progetto SPRAR e accogliere un numero esiguo di migranti sul proprio territorio. L’Amministrazione di Auletta non ha aderito in tempo ed è subentrata una cooperativa privata. Chi gestisce il centro e quanto ci guadagna? Il centro è gestito dalla cooperativa sociale Namasté, presieduta dalla signora Maria Rosaria Mattia, con sede a Calabritto, in provincia di Avellino. La cooperativa prende 35 euro per persona dalla Prefettura, da fondi europei. La cooperativa ha l’obbligo di dare 2.50 euro al giorno alle persone e con i restanti soldi deve garantire una serie di servizi, secondo il Bando di gara della Prefettura di Salerno, relativo ai servizi di accoglienza dei migranti richiedenti protezione internazionale. Il responsabile del centro è Raffaele Parisi“.






Potere al Popolo – Buccino pone, dunque, una serie di interrogativi che mirano a far luce sulla drammatica vicenda. “Com’è possibile che nessuno si sia accorto di una donna al sesto mese di gravidanza? – si chiedono – Perché nessuno si è chiesto se questa donna è vittima della tratta di esseri umani a scopi di prostituzione? Tutti in paese sanno che alcuni uomini pagano le ragazze nigeriane per scopi sessuali. E se il bambino fosse di un aulettese? In un paese in cui tutti si conoscono e tutti parlano, è possibile che le forze dell’ordine non abbiano mai visto movimenti sospetti in prossimità dell’agriturismo? Chi ha segnalato il nome del responsabile del centro d’accoglienza alla presidente della cooperativa? Com’è possibile che, di fronte alla morte di un bambino o di un feto, nessuno, neanche il parroco del paese, sia andato sul luogo a fare una preghiera? Queste domande ci devono interrogare e far riflettere“.

– Chiara Di Miele –


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