Alla poesia “Siendë” di Franco Pantalena di Vietri di Potenza il premio “Antonio Infantino” Il 35enne è uno dei vincitori del secondo concorso di poesia dialettale lucana dell'Università della Basilicata



















Franco Pantalena, 35enne di Vietri di Potenza, appassionato di aforismi e instragramer, è uno dei vincitori del secondo concorso di poesia dialettale lucana indetto dall’Università della Basilicata nell’ambito del progetto “A.L.Ba” (Atlante linguistico della Basilicata).

A Pantalena, autore di una poesia denominata “Siendë”, è stato assegnato il premio speciale “Antonio Infantino”, in memoria del musicista, poeta e artista italiano, nonché fondatore de “I Tarantolati di Tricarico”, scomparso lo scorso 30 gennaio a Firenze.

Circa seicento le persone che hanno partecipato alla cerimonia di premiazione, tenutasi nell’Aula Quadrifoglio dell’Università della Basilicata a Potenza, con la rappresentazione teatrale delle opere messa in scena dal Gruppo 8 e dal Gruppo artistico Antonio Infantino. Un mix di danze, ritmi, voci e vibrazioni che ha certificato il successo di questa seconda edizione: basti pensare che rispetto all’anno scorso la partecipazione è raddoppiata.






La composizione “Siendë” di Pantalena, scritta in dialetto vietrese, è piaciuta così tanto che è stata messa in scena grazie all’interpretazione della docente Patrizia Del Puente e con la musica dei Tarantolati di Tricarico.

Sono particolarmente onorato per il riconoscimento, anzitutto per il legame con la mia terra, ma anche perché mi inorgoglisce non poco ricevere il Premio Infantino, data la mia attività di autore musicale, e di vederla rappresentata da una mia ex-docente, Patrizia del Puente, e da ‘I Tarantolati di Tricarico’. Infatti – sottolinea Pantalena – tutto ciò si muove in linea di continuità con ‘Inno alla Basilicata’, brano che porta la mia firma unitamente a quelle di Isabella Tortoriello, Giuseppe Cirone e Christian Giordano”.

Al concorso hanno partecipato 69 autori che hanno trattato tante tematiche: dal lavoro all’amore, passando dai migranti e fino all’uso improprio di chat e social.

– Claudio Buono –

 























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