Agente aggredito nel carcere di Potenza. Il sindacato chiede l’uso della pistola elettrica “Non si può reagire più a mani nude di fronte ad aggressioni simili"



































Ancora un episodio grave all’interno della Casa Circondariale “Antonio Santoro” di Potenza, che pone sotto la lente d’ingrandimento il problema della sicurezza nelle carceri italiane.

Un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria, il 47enne M.R., è stato aggredito nei locali del carcere da due detenuti italiani, stando ai primi accertamenti per futili motivi. L’agente ha riportato diverse contusioni, ma per fortuna non è rimasto ferito gravemente.

L’aggressione è avvenuta mentre in un altro locale del carcere era in corso la visita di Francesco Basentini, Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Quest’ultimo episodio ha portato all’intervento di Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato di Polizia Penitenziaria (S.PP.), che ha sollecitato il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, affinché estenda la sperimentazione dell’uso della pistola elettrica anche nelle carceri dove si registrano maggiori casi di aggressione.







Non si può reagire più a mani nude di fronte ad aggressioni simili – ha sottolineato Di Giacomo – rivolte, tentativi di fuga, liti tra clan e gruppi etnici stranieri sono sempre di più, così come il tentativo di introdurre negli istituti oggetti contundenti e armi improprie”.

Da qui la richiesta di intervenire. L’aggressione di Potenza è stata registrata a poche ore di distanza da un’altra aggressione più grave, nel carcere di Prato, dove un detenuto ha aggredito con una lametta quattro agenti della polizia penitenziaria, ferendone uno in maniera grave alla gola.

– Claudio Buono –

































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