Abusi edilizi a Camerota e Marina di Ascea. Il Parco Nazionale ordina la demolizione delle opere

































Immagine di repertorio

Ancora abusi edilizi sono stati scoperti nell’area territoriale di competenza del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Diverse in questi giorni sono le ordinanze di demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi emesse dal Direttore dell’Ente, Romano Gregorio.

Nello specifico a Camerota la Capitaneria di Porto ha accertato la realizzazione di abusi edilizi presso uno stabilimento balneare. Si tratta di un manufatto adibito a servizi igienici, due adibiti a spogliatoio e docce e vasche a tenuta per lo smaltimento dei liquami. Le opere sono state realizzate in un’area inserita nella perimetrazione definitiva del Parco in assenza del necessario nulla osta. Alla proprietaria dello stabilimento è stata ordinata, dunque, la demolizione delle opere abusive e il ripristino dello stato dei luoghi nel termine di 90 giorni.






Sempre a Camerota il Raggruppamento Carabinieri Parchi – Stazione di San Giovanni a Piro ha accertato la realizzazione di abusi edilizi in località Spinosa. Le opere realizzate senza il nulla osta del Parco Nazionale consistono nello smacchiamento della preesistente vegetazione, movimento terra e spietramento di un’area di circa 176,89 metri quadrati e l’installazione di due roulotte provviste di predisposizione per la fornitura di acqua e per lo scarico in soprassuolo. Anche in questo caso è stata ordinata la demolizione di quanto realizzato abusivamente e il ripristino dello stato dei luoghi.

A Marina di Ascea, invece, la Polizia Locale ha scoperto degli abusi in località Scogliera su terreni del demanio in concessione ad una struttura turistica. Sono stati effettuati senza nulla osta dell’Ente Parco alcuni lavori di sbancamento di un tratto dunale attiguo alla struttura, è stata demolita una staccionata in legno posizionata a delimitazione con la carreggiata e la
pista ciclabile realizzata dal Parco ed è stato installato un chiosco bar con la postazione per il bagnino. Le opere dovranno essere demolite affinchè venga ripristinato il precedente stato dei luoghi.

– Chiara Di Miele –





























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