3000 euro per una sanatoria. La Cassazione conferma i domiciliari a funzionario della Regione Basilicata



































La Corte di Cassazione ha confermato gli arresti domiciliari per A.G., di Satriano di Lucania, arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Venosa lo scorso marzo con l’accusa di concussione.

L’uomo, funzionario dell’ufficio Difesa del Suolo della Regione Basilicata, è accusato di aver abusato ripetutamente della sua qualità e dei suoi poteri, costringendo un cittadino a promettergli indebitamente la somma di 3000 euro per un procedimento di sanatoria in aumento volumetrico e incassando un primo anticipo di 500 euro. Dopo la convalida dell’arresto lo scorso 6 marzo, è stato sottoposto ai domiciliari a seguito della decisione del Tribunale del Riesame.

La Procura di Potenza ha proposto appello contro i domiciliari, chiedendo nuovamente il carcere. Per la Corte di Cassazione, che ha respinto l’appello e ha confermato i domiciliari, manca la prova che il funzionario possa ancora commettere reati benchè ristretto ai domiciliari. Il funzionario venne arrestato in flagranza di reato nei pressi di una piazzola di una stazione di carburanti a Rionero in Vulture, dove ha ricevuto i 500 euro dalla vittima, con i militari nei paraggi che hanno assistito al tutto e filmato.







Secondo la richiesta del funzionario, al buon esito della pratica il cittadino doveva versare il resto della somma richiesta, gli altri 2500 euro. In caso di rifiuto, ci sarebbero state “gravi conseguenze”. Il funzionario, per giustificare la richiesta di soldi, diceva che doveva sentirsi “incentivato” e “chiudere un occhio”.

Il funzionario satrianese resta quindi agli arresti domiciliari anche perché, secondo la Cassazione, non ci sarebbe il rischio di nessun inquinamento probatorio.

– Claudio Buono –


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