07/05/2013 – Stili di vita e inquinamento ambientale. Intervista a Franco Ortolani, professore ordinario di geologia dell’Università Federico II



















franco ortolaniFranco Ortolani è Professore Ordinario di Geologia presso l’Università di Napoli Federico II. E’ stato direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio e attualmente afferisce al Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse.

  • D. – Il sociologo Bauman rileva che l’altissimo livello di manipolazione dell’ambiente operato attualmente dall’essere umano espone l’umanità a grossi rischi e implica che oggi, per la prima volta nella storia, etica e sopravvivenza della specie umana siano due dimensioni strettamente connesse. E’ d’accordo con l’ipotesi di Bauman? Qual è la sua opinione a riguardo?

R. – “In relazione all’evoluzione tecnologica e all’incremento della popolazione mondiale sono state perfezionate le “armi di distruzione di massa” che l’uomo potente ha sempre usato. Alcuni fenomeni, in particolare l’aumento degli abitanti della terra e la sempre più vasta occupazione del globo, hanno ulteriormente complicato le cose. Oggi i “cattivi della terra” hanno armi sempre più potenti: si va da quelle nucleari, a quelle chimiche, a quelle batteriologiche; si tratta di armi così devastanti che possono colpire cittadini e nemici ovunque!”

  • D. – Vede connessioni tra stili di vita della contemporaneità e inquinamento? Quali sono le sue riflessioni sul rapporto tra abitudini sociali e inquinamento ambientale?

R. – “C’è sempre stata una stretta correlazione! In passato erano diversi gli stili di vita e le materie erano essenzialmente naturali, questo accadeva secoli fa. Allora gli scarti erano pochi, lo stretto necessario! E’ evidente che le attività industriali (industrie chimiche ecc. ecc.) oggi producono scarti altamente inquinanti. I potenti producono scarti e li smaltiscono anche in maniera impropria avvalendosi di mercenari accondiscendenti nei posti in cui si amministrano i beni comuni.
Ricchi e potenti, mercenari, corruzione, diffusori addomesticati delle informazioni, cittadini “disinformati” e influenzabili dai mass media asserviti ai potenti e al potere, tutto ciò è sempre esistito. Nella contemporaneità, tuttavia, queste problematiche sono diffuse in modo abnorme. Tutte queste situazioni amplificano e rendono difficile l’implementazione di interveti di tutela delle risorse naturali. Queste sono le grosse novità della contemporaneità.”






  • D. – Quali sono i rischi più concreti, nel breve e nel lungo periodo, a cui ci espone l’inquinamento ambientale?


R. –
“La progressiva degradazione delle risorse naturali vitali per tutti i cittadini di oggi e di domani: l’acqua, il suolo, l’aria! La drammatica assenza di difensori di tutti i cittadini e delle risorse naturali è un fatto grave e pericoloso. I difensori dei cittadini e delle risorse naturali avrebbero oggi un’importanza strategica. Fatto ancor più grave è che la maggioranza dei cittadini non se ne rende conto!”

  • D. – Quali implicazioni ha l’inquinamento per i piccoli centri? Pensi, per esempio, al contesto del Vallo di Diano…

R. – “Nei piccoli centri e aree omogenee come il Vallo di Diano o l’alta val d’Agri la vita è strettamente connessa alle caratteristiche ambientali locali (acqua, suolo), tali risorse garantiscono un’economia basata anche su prodotti della terra di qualità; in queste zone un eventuale inquinamento ambientale sarebbe immediatamente devastante. Improvvisamente le basi dell’economia locale verrebbero meno!”


– Fabrizio Carucci – ondanews –

 























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